I promessi sposi alla prova, una prova per tutti

I promessi sposi alla prova, una prova per tutti
I Promessi Sposi alla prova di Giovanni Testori, al Teatro Franco Parenti di Milano

I promessi sposi alla prova, nella riscrittura di Testori, mettono alla prova un po’ tutti; anche noi, abituati ad una lettura scolastica del testo manzoniano e per questo poco pronti forse a cogliere la portata innovativa dello sperimentalismo testoriano.

Andrée Ruth Shammah, che cura adattamento e regia dello spettacolo in scena dall’11 al 23 febbraio 2020 al Teatro Franco Parenti di Milano, ci offre quindi la possibilità di confrontarci con l’opera di Testori che ripercorre alcune delle tappe fondamentali del romanzo manzoniano (che regge la prova del tempo).

Troviamo Don Abbondio, l’incontro con i bravi, e la ritirata in canonica. L’ardore anche fisico di Renzo, il suo amore per Lucia, la praticità di Agnese, la purezza di Lucia, l’arroganza di Don Rodrigo. Ritroviamo l’addio ai monti, lo strazio della Monica di Monza, il suo desiderio di essere liberata dalla carne, la peste, ed anche l’intenso momento di conversione dell’Innominato.

La regia crea come un momento si sospensione per la sua “sperdutezza” e lascia intuire quel forte desiderio di riposarsi nelle braccia di Qualcuno. Ci sono momenti, ore ci sono, ci dice l’innominato, in cui sembra essere stato il niente, proprio e solo lui, il niente, ciò che abbiamo corteggiato, desiderato ed amato.

L’inizio, in chiave pirandelliana (Sei personaggi in cerca d’autore), è una grande dichiarazione d’amore per il teatro, per la sua scenica verità una volta depurata da “fandonie accademiche”. Su una scena chiara ed essenziale arrivano alla spicciola alcuni giovani attori che dovranno recitare I Promessi sposi.

Un maestro li aiuta ad aprire le ali, a credere in loro, nel loro talento, a cercare la loro libertà di uomini, prima che di attori, cosa difficile in una società che, ieri come oggi, la strozza.

Come fa con Renzo e Lucia, osteggiando il loro amore con la forza della legge dei forti;  con Gertrude, la Monaca di Monza, la cui vita viene decisa dal padre quando è ancora un feto;  con Don Abbondio, incutendogli paura verso i potenti. O con la peste.

Luca Lazzareschi è il maestro (ma anche don Abbondio, frà Cristoforo e l’Innominato) che spinge i ragazzi a superare la prova, non solo di attori, per poter andare nel mondo a seminare “chiarore, luce, un’alba”. Cari, cari ragazzi! Qui, su quel ramo; ma anche, altrove; lontano; ovunque; proprio, ovunque; ecco, ovunque, sull’immensità sterminata della terra, può nascere, sempre, qualcosa come un chiarore, una luce, un’alba…Superata questa lunghissima prova, potete andar per il mondo, costruire altrettante compagnie, diventar, ecco, stessi maestri… Ve n’è bisogno».

C’è urgenza, ci dice Testori attraverso la Shammah, in I promessi sposi alla prova,  di maestri, della forza che sanno dare e della speranza che sanno infondere, specie oggi che le parole “ si fanno deboli, denunciano la loro incapacità” e sulle nostre bocche scende il silenzio davanti allo sgomento di questa nostra vita.

Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14, Milano

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I Promessi sposi alla prova

di Giovanni Testori
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah

con

Luca Lazzareschi (Il maestro)

Laura Marinoni (l’attrice che fa Gertrude)

Filippo Lai (l’attore che fa Renzo)

Nina Pons (l’attrice che fa Lucia)

Claudia Ludovica Marino (l’attrice che fa Perpetua)

Sebastiano Spada (l’attore che fa Don Rodrigo)

e la partecipazione di Carlina Torta (l’attrice che fa Agnese)

scena Gianmaurizio Fercioni
luci Camilla Piccioni
musiche Michele Tadini e Paolo Ciarchi

costumi scelti dalla regia dal materiale di sartoria del Teatro curata da Simona Dondoni

aiuto regista Benedetta Frigerio
assistente alla regia Lorenzo Ponte
assistenti allo spettacolo Diletta Ferruzzi, Beatrice Cazzaro
direttore dell’allestimento Alberto Accalai
pittore scenografo Santino Croci
assistente scenografa Olivia Fercioni
macchinista Marco Pirola
elettricista Domenico Ferrari
fonico Matteo Simonetta
sarta Caterina Airoldi
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti

produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana
con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori

durata 2h30min senza intervallo

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