“Qualcosa di eterno” al Bellini di Napoli con gli attori dell’Accademia d’arte drammatica

“Qualcosa di eterno” al Bellini di Napoli con gli attori dell’Accademia d’arte drammatica

teatro-belliniPubblico delle grandi occasioni ieri sera al Teatro Bellini di Napoli, per il saggio finale del VII  triennio di studi dell’Accademia d’Arte drammatica del Teatro Bellini. Gli allievi, diretti da Luciano Melchionna hanno presentato “Qualcosa di eterno”. Sul palco, i protagonisti: Ida Brandi, Paola Maria Cacace, Andrea Caiazzo, Riccardo Ciccarelli, Veronica D’Elia, Carmine De Martino, Renato De Simone, Sara Esposito, Vincenzo Greco, Toni Porcaro, Andrea Rao, Simona Seraponte e Maria Elena Verde, hanno accompagnato gli spettatori alla scoperta di Torca, paesino della Penisola Sorrentina,  e dei suoi abitanti. La vita, le abitudini, le piccole e grandi storie nascoste dietro ogni rappresentante di questa piccola comunità, agli inizi dell’novecento.  Si racconta di Emilia e Giorgio, amici sin dall’infanzia, poi adolescenti alle prese con i primi conflitti , e per ultimo sposi, consapevoli e certi di voler condividere insieme il resto dei propri giorni. A fare da cornice alla storia d’amore di Giorgio ed Emilia, immagini a volte colorate ed a volte sbiadite di Torca, ricche di personaggi incerti e speranza nel futuro. Qualche anno dopo  il matrimonio, i due giovani, si scontreranno  con la tragedia della morte, che porterà la storia, su verso la collina, dove le anime dei morti della piccola città, si ritrovano,  a riflettere sulla morte, ma soprattutto sulla vita, in una “Spoon River”, di ricordi e indimenticabili emozioni.  Bravi gli attori, alle prese con un testo per niente facile da “raccontare”, costretti in alcuni momenti  a “travestirsi” anche da scenografia. Marcata la regia di Luciano Melchionna, in alcuni punti forse anche troppo, ma puntuale nello stabilire il giusto equilibrio tra i numerosissimi personaggi  in scena. Alla fine, ad accompagnare la chiusura del sipario, gli applausi, giusti e decisi del pubblico, toccato in maniera decisa dallo spessore  poetico del testo e dal calore e lo splendore di un teatro, il Bellini di Napoli, culla d’arte e maestro di vita.

Paolo Marsico
28 maggio 2013

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