Louis C.K. a Roma. “Ricominciare a 52 anni” non è mai stato più facile.

Louis C.K. a Roma. “Ricominciare a 52 anni” non è mai stato più facile.

Lo scorso 25 novembre, il Teatro Sistina di Roma ha ospitato una delle personalità più note e discusse nell’ambito della stand-up comedy americana, che del suo essere sopra le righe ha fatto un punto di forza e dell’irriverenza un mezzo per raccontare la realtà da una prospettiva inconsueta. Dopo il suo debutto a Milano, Louis C.K. è tornato in Italia, non spezzato dalle critiche che lo hanno travolto nel 2017, registrando un immediato sold-out e imponendosi ancora una volta come uno dei personaggi più attesi e veraci della scena comica attuale.

Louis C.K a Roma
Louis C.K. durante uno spettacolo

Il suo arrivo a Roma, e più in generale in Europa, ha suscitato subito grande fermento nel pubblico. Bersaglio polemico sin dagli arbori e costretto a ritirarsi dalle scene in seguito alle accuse di molestie sessuali, negli ultimi mesi è stato oggetto di critiche sempre più aspre, in particolare da quella parte di pubblico che mai ha apprezzato la vis comica dell’artista. Per il timore che le questioni personali di C.K possano intaccarne l’irriverenza tipica e di fronte alla sensazione che ogni spettacolo possa essere l’ultimo, non stupisce quindi la grande affluenza registrata per la sua prima apparizione a Roma, che ha visto riversarsi nel teatro capitolino fan da ogni parte d’Italia.

Louis C.K a Roma
Immagine dal sito ufficiale del comico

Ad aspettarlo sulle poltrone del Sistina principalmente giovani tra i 20 e i 40 anni, molti dei quali assistevano per la prima volta ad un suo live-show. Sul palco l’essenziale: un microfono, uno sgabello e una bottiglietta d’acqua. Tenendo fede alla sua linea comica di sempre, Louis C.K. riempie la scena con l’ironia puntuale e mordace che lo caratterizza, non frenato dal gap linguistico né da un pubblico ancora poco familiare. Alle 22:00 si sono definitivamente abbassate le luci e, in un clima a dir poco concitato, una voce fuori campo ha annunciato l’inizio dello spettacolo. Questo il nostro primo contatto con C.K., che con un ostentato accento italo-americano, ha presentato i tre comici d’apertura per poi emergere dal retroscena, accolto da un pubblico in visibilio.

Circa due ore di show, nelle quali il comico statunitense ha riaffermato con forza il valore di un umorismo sottile, che sfiora il grottesco e non risparmia nessuno dal suo biasimo: uomini, donne, bambini, disabili, temi come paternità, carriera, affetti, religione, sessualità. Nessuna categoria sfugge dalla morsa feroce di C.K. che, sprezzante come al solito, restituisce al pubblico una narrazione della realtà dai tratti dolci-amari. Invero, una certa prudenza da parte del comico, che non è sfuggita ai fan più affezionati. Poche le allusioni alla vicenda del 2017, da una parte forse per evitare ulteriori equivoci sulla sua persona, dall’altra perché di certo uscire dai confini nazionali limita di molto il repertorio dal quale poter attingere. Alcuni accenni alla sua recente storia d’amore con Blanche Gardin, comédienne francese vincitrice di due premi Molière e nota per aver preso le difese di C.K. dopo all’attacco mediatico innescato dalle denunce #metoo, la quale sembra aver dato al comico nuovo e interessante materiale per i suoi show.

Louis C.K. a Roma
Blanche Gardin

Frequenti le interazioni con il pubblico, che si è visto parte attiva dello show in più di un’occasione. Fra queste la chiusura dello spettacolo, quando il comico, ormai uscito di scena, è stato incalzato dagli applausi di un pubblico apparentemente implacabile ed è quindi tornato sul palco, rivolgendosi un’ultima volta alla platea rispondendo alle domande degli spettatori, per poi lasciare definitivamente lo stage tra le standing ovation dei presenti.

Inutile sottolineare quelli che sono stati i giudizi finali del pubblico, che al termine dell’evento si è riversato sulle vie intorno al Sistina ancora galvanizzato. Louis C.K. rimane infatti un personaggio dalle forti ambivalenze, contestatissimo da un lato e senza eguali dall’altro. Nel profondo legame empatico che stabilisce con lo spettatore (che questo decida di rispecchiarsi o di prendere le distanze dalle considerazioni del comico) risiede il grande potenziale riflessivo di un umorismo che tanto indigna, ma mai lascia indifferenti. Certo, “ricominciare a 52 anni”, come lo stesso C.K. ha ammesso durante lo show, non dev’essere stato facile. Ma da quanto emerso dalle sue esibizioni più recenti, non ultima quella nella capitale, ciò di cui possiamo dirci certi è che nonostante le vicende personali, le critiche feroci e gli inciampi imprevisti, in Europa e non solo, c’è ancora un vasto pubblico ad attenderlo e supportarlo. È questo il pubblico che resta fedele all’artista, accogliendo l’impatto delle se riflessioni, ravvisando nei suoi pensieri i propri pensieri e cogliendo nel suo humor nero e dissacrante non una semplice forma d’intrattenimento, ma soprattutto uno strumento di critica e un efficace mezzo di esorcizzazione delle realtà più drammatiche.

 

Sara Ciancarelli

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