La parola giusta, per restituire verità ad una strage

La parola giusta, per restituire verità ad una strage
La parola giusta al Piccolo Teatro Grassi di Milano

 La parola giusta è un monologo con Lella Costa, scritto da Marco Archetti e diretto da Gabriele Vacis andato in scena dal 2 al 6 ottobre 2019 al Piccolo Teatro Grassi di Milano.

Il Piccolo Teatro, insieme Centro Teatrale Bresciano torna con questo spettacolo a riflettere su quel periodo della tensione che ha attraversato l’Italia tra il 1969, strage di Piazza Fontana e il 1974, anno della strage di Piazza della Loggia a Brescia.

Quelle due piazze, spazi di libertà e condivisione cittadina, sono stati trasformati in simboli di repressione, morte, menzogna e silenzio, dalla destra fascista che voleva soffocare la democrazia e quel mondo nuovo che si andava delineando sulla scia del 1968.

Nell’anno del 50° e 45° anniversario delle due stragi i due Comuni coinvolti, Milano e Brescia, insieme alle Associazioni dei familiari delle vittime, a realtà civiche e culturali delle due città, hanno deciso di unirsi per commemorare quei tragici fatti con un progetto comune.

C’è ancora bisogno infatti, specie per le nuove generazioni, di indagare e raccontare la complessità e al tempo stesso l’unicità di quella drammatica stagione della Repubblica.

Perchè si fa ancora fatica a trovare ed usare La parola giusta per raccontare la verità della madre di tutte le stragi, quella di piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969. Alle indagini, depistate da subito, sono seguiti infatti colpevoli fittizi, insabbiamenti, menzogne. Poi è calato il silenzio su quello che avrebbe voluto delinearsi come un vero e proprio golpe.

La drammaturgia di Marco Archetti ci porta inizialmente in volo, sulla luna, nel luglio del ’69. É da là che Armstrong vede la terra, forse ne sente il rumore, vede la nube rivoluzionaria che attraversa Milano, le sue fabbriche in fermento: la Breda, la Falk, la Magnate Marelli, l’Ansaldo.

E poi c’è quella forza collettiva, quelle fiumane di operai, giovani, studenti che desiderano un mondo, una società più logica, più giusta. La regia di Vacis è sempre pacata.

Ci racconta tutto Lella Costa, che parla su un palco disadorno, con alle spalle un gigantesco schermo dalla luce lunare, planando un po’ sulla Milano del 12 dicembre, tra caldarroste e freddo.

Ha 17 anni e sta entrando col padre alla Banca dell’Agricoltura dove lavora il suo primo amore, un ragazzo di diciannove anni che resterà gravemente ferito dall’attentato. Di li a poco la bomba deflagra. Sono 17 i morti , cui va aggiunta la morte dell’anarchico Pinelli avvenuta all’interno della questura di Milano.

Quella bomba rappresenta uno strappo all’adolescenza della protagonista, ai sogni della sua generazione, al mondo nuovo cui stavano dando vita. Ed alla democrazia di una intera nazione, da parte di chi voleva che il terrorismo diventasse la leva della storia e che con la connivenza di apparati statali ha insabbiato le indagini.

Lo spettacolo, leggermente autoreferenziale, è forse però uno strumento narrativo importante, un affresco per le giovani generazioni, cosi chiuse nella loro tecnologie e poco abituate ai sussulti corali degli anni ’70. Uno stimolo a guardare indietro, a conoscere la storia, la nostra.

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 2 al 6 ottobre 2019

La parola giusta

di Marco Archetti, con la collaborazione di Lella Costa e Gabriele Vacis

regia Gabriele Vacis, con Lella Costa

scenofonia, luminismi e stile Roberto Tarasco

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Centro Teatrale Bresciano

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