Kilowatt Festival 2019: Partecipare è Normale

Kilowatt Festival 2019: Partecipare è Normale

Giunge alla sua diciassettesima edizione Kilowatt Festival, ideato da Luca Ricci e Lucia Franchi, direttori dell’Associazione CapoTrave/Kilowatt. Si svolge da venerdì 19 a sabato 27 luglio 2019 a Sansepolcro e si propone come momento per promuovere i linguaggi artistici contemporanei.

Il titolo di questo anno è Partecipare è Normale: un invito all’azione, una provocazione, una riflessione sull’importanza di prendere parte, in tempi in cui le tradizionali forme di fruizione dello spettacolo sono in una promettente fase di evoluzione e cambiamento.

E proprio sulla partecipazione si basa l’originale idea dei Visionari promossa da Kilowatt. I Visionari sono un gruppo di persone che risiedono in Valtiberina Toscana. Sono semplici spettatori di teatro e non operatori teatrali, che si impegnano a vedere i lavori che le varie compagnie mandano in risposta al bando annuale di Kilowatt. ( [email protected])

I Visionari si riuniscono da dicembre a maggio, tutte le settimane a Sansepolcro. Ed alla fine di maggio selezionano 9 spettacoli che verranno presentati nell’edizione successiva del festival. E tutto questo crea relazione, condivisione, comunità.

Quest’anno hanno scelto: Yorick [reloaded] – un Amleto dal sottosuolo di Leviedelfool, La classe di Fabiana Iacozzilli (spettacolo vincitore di Inbox 2019), Intimità della giovane compagnia padovana Amor Vacui, Lemon Therapy della compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete (scelto dai Visionari under 18).

Ed ancora Faustbuch della Compagnia degli Scarti, Mio padre non è ancora nato de La Società dello Spettacolo, con Caroline Baglioni, per la regia di Michelangelo Bellani. Per la danza, Luna Cenere con il nuovo lavoro Pneumatika, Daria Menichetti con Iki (prima nazionale) e Olimpia Fortuni con Do animals go to heaven?

 

Multidisciplinarità, sperimentazione artistica, internazionalità

Kilowatt Festival presenta 62 aperture di sipario tra teatro, danza, circo e musica. Tra queste  troviamo 20 prime e anteprime nazionali, ma anche spettacoli di diverse compagnie straniere.

Ricordiamo per esempio, Redo, del coreografo olandese Shailesh Bahoran (vincitore del più importante premio coreografico del suo Paese, il Dutch Dance Festival Prize Maastricht 2017). Redo porta in scena uno dei nomi più noti della break-dance europea, Redouan Ait Chitt, segnato nel corpo da anomalie peculiari e che è stato capace di superare i confini e le etichette sociali.

La compagnia francese Le principe d’incertitude, fondata dal matematico e ricercatore Pierre Godard e dalla danzatrice americana Liz Santoro, presentano Stereo. In esso esplorano il rapporto tra rappresentazione e pubblico, e la relazione tra corpi a distanza, traendo ispirazione dalla fisica quantistica. Hymen Hymne della coreografa francese Nina Santes è una performance coreografica e musicale per 5 interpreti dedicata al movimento eco-femminista nato alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti e al risorgere della figura della strega come simbolo di sovversione.

Spettacoli italiani

Tra gli spettacoli italiani di Kilowatt Festival segnaliamo Shakespearology (prima nazionale), un one-man-show dedicato all’immortale Bardo della compagnia Sotterraneo, recente vincitrice del Premio Ubu 2018 per il migliore spettacolo con il precedente Overload. Imitation of love, di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti,  trasforma lo spazio scenico in un ring  dove si consuma lo scontro generazionale tra genitori e figli. La mia battaglia VR, di Elio Germano e Chiara Lagani, fondatrice e anima del gruppo Fanny & Alexander, diretto e interpretato dallo stesso Germano.

E ancora Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino con “O pesce palla. la vita dalla terra”, spettacolo dedicato all’archetipo di Don Chisciotte. Davide Valrosso con  Who is Jo?,  si interroga su temi contemporanei attraverso la creazione di diversi quadri coreografici; Fabrizio Favale vincitore del premio Danza Urbana 2019, presenta Argon.

Lo Spettatore al centro

Alla figura dello spettatore Kilowatt Festival dedica il Convegno Be SpectACTive! Si tratta di un  progetto europeo di cui l’Associazione CapoTrave/Kilowatt è partner capofila: una prestigiosa rete di 19 partners – situati in 15 diversi Stati europei – tra teatri, festival, associazioni e centri di ricerca, dedicata all’audience engagement e alle performing arts. Durante il festival sarà inoltre presentato il documentario sulla prima edizione di Be SpectACTive: Active spectators across Europe di Graziano Graziani e Andrea Nobile.

Kilowatt Festival si arricchiesce poi anche di concerti del dopo festival e  mostre fotografiche.

http://www.kilowattfestival.it/

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