1984: il futuro distopico di Orwell messo in scena da Teatro Thiaso

1984: il futuro distopico di Orwell messo in scena da Teatro Thiaso

Dall’8 all’11 maggio 2019 al Teatro Euclide di Roma va in scena 1984, uno spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di George Orwell e riadattato dalla compagnia Teatro Thiaso. Il regista, Tommaso De Portu, guida un giovane gruppo di attori emergenti con l’audacia di rappresentare un celebre classico del Novecento.

1984 di Orwell è uno dei romanzi distopici più apprezzati in assoluto nel panorama letterario internazionale. E’ un opera consistente e complessa, non facile da essere trasposta sul palco. Il regista ritaglia e cuce un adattamento fedele all’originale, capace di rendere l’universo claustrofobico e manipolatorio del libro, senza essere nauseante.

E’ da li che si parte, dal mondo grigio immaginato da Orwell. E’ da pochi anni scoppiato un conflitto atomico che vede coinvolte tre superpotenze: Oceania, Eurasia ed Estasia. Il mondo creato da Orwell è quello in cui la tecnologia è in grado di infiltrarsi ovunque nella vita dell’uomo; di questa si servono i sistemi di potere che, governando l’informazione e l’economia, soggiogano gli uomini, tutti omologamente rassegnati ad un’esistenza dettata dalle decisioni del Partito.

A Londra, un giovane ragazzo, Winston Smith, ha da qualche tempo preso l’abitudine di scrivere i propri ricordi, cercando di sfuggire alla psicopolizia che proibiva quest’attività. In tutto lo svolgimento della trama, fino alla parte finale, Winston oscilla tra attimi di lucidità e altri di follia. Scrivere il libro gli consente di avere consapevolezza di quanto accede ogni giorno e di dimenticarlo meno facilmente degli altri. Questo lo dilania. Non sa, non riesce a capire se ciò che vede, sente, ricorda sia vero. Nel mondo distopico di 1984 gli uomini sarebbero privati della loro memoria, in modo da essere raggirati a proprio piacimento dal Partito. E Winston mano a mano capisce che qualcosa non va, che c’è una bugia di fondo che vuole smascherare.

Conosce Julia, una ragazza di cui si innamora; insieme a lei riesce ad entrare in contatto con O’Brien sedicente rivoluzionario, membro della confraternita. Winston si dice disposto a tutto pur di perseguire il proprio obiettivo: spodestare il partito. Ma in nessun modo si può sconfiggere il Partito, la psicopolizia e l’occhio del Grande Fratello. Winston è stato beffato. O’Brien è un funzionario del partito, come Martin, Syme e gli altri suoi amici, a cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Winston viene catturato e torturato perché si convinca a vivere sotto l’egemonia del Partito ed a tollerare, ignorare ogni ingiustizia commessa dalla psicopolizia.

E’ un racconto complesso che immagina una vita cupa e privata di qualsiasi libertà in un universo distopico, che Orwell aveva collocato nel 1984. La critica pungente e irrealistica dello scrittore inglese non era, però, così lontana a riferimenti nella nostra attualità. Ed oggi, forse, lo è ancora meno. Quello di Orwell è stato un libro che ha fatto parlare molto di se, letto e riletto dalle generazioni che si sono succedute. Questo spettacolo è una rielaborazione teatrale che gli fa onore, che non trascura nulla ed è capace a rievocare l’atmosfera apocalittica delle pagine di Orwell.

Sono molto bravi i giovani attori. Federico Occhipinti, Winston Smith, si cala molto bene nella parte del ragazzo inetto determinato a scoprire la verità e tormentato dalla psicopolizia. Colpisce, all’interno dello svolgimento della trama, come gli attori interpretano l’evoluzione dei personaggi che si trasformano da curiosi tipi a robotici servitori del partito. Su tutti spicca l’ambiguo antiquario Charrington, interpretato da Riccardo Iossa. Il dinamismo del personaggio viene reso dal giovane attore romano attraverso una attenta cura della mimica corporea e gestuale. Buona anche la performance degli altri attori, quella della disperata Giulia, del povero Parsons e dell’appassionato studioso di Neolingua Syme, della perfida mente della psicopolizia O’Brien e del suo cruento braccio, Martin.

Uno spettacolo molto interessante, riflessivo, profondo che non ci risparmia da nessuna possibile crudeltà. Ed è bellissimo che a mettere in scena la trasposizione di un classico di questo livello siano i giovani ragazzi della compagnia Teatro Thiaso.

Teatro Euclide, Piazza Euclide 34A, Roma. Prezzo intero 14 euro.

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