Ombre folli, danza di vite vissute ai margini

Ombre folli, danza di vite vissute ai margini
ombre folli

Dopo Totò e Vicé, Enzo Vetrano e Stefano Randisi portano al Teatro Elfo Puccini di Milano sino al 18 aprile 2019, ancora un testo di Franco Scaldati. Si tratta di Ombre folli, dove sono attori e registi.

Se Totò e Vicé ci aveva fortemente colpito per la tessitura potentemente espressiva della scrittura, Ombre Folli ci riporta, dopo un inizio evocativo, ad una scrittura narrativa.

Sulla scena scura, due sedie coperte da un bianco lenzuolo sulla sinistra, lumini accesi al centro del palco e sulla sinistra, uno scrittoio. Vi è seduto un uomo, uno scrittore, che batte a macchina i suoi pensieri. Mentre essi si fissano sul foglio, diventano spiriti, Ombre folli di vite vissute ai margini che ora danzano intorno a lui.

Di ognuna di loro lo scrittore ne racconta la storia. Non c’è inizio, non c’è fine, ma un flusso continuo di vita e di morte.

Tra queste ombre, due emergono dall’oscurità. Ognuna di loro racconta in dialetto palermitano stretto la sua storia che l’altra traduce sommessamente in italiano. E le due storie finiscono col confondersi l’una nell’altra. Perchè per “essere”, sembra dirci Scaldati, bisogna essere in due.

Enzo Vetrano racconta di essere stato un’ombra “truccata” della notte, maestra nell’arte di fare pompini. Di giorno, figlio modello, meccanico in una carrozzeria insieme ad una squadra di giovani colleghi pronti a ridere su un cliente omosessuale. Di notte, la trasformazione: un travestito. A tutto si aggiungeva una passione insana: quella di uccidere e seppellire gli amanti che lo avevano riconosciuto. Ora è una stella ingiallita, anche se la bocca resta truccata.

Poi parla di lei l’altra ombra, perchè ci si conosce attraverso lo sguardo dell’altro. É un collega della carrozzeria, l’unico a non essersi sposato. Lo aveva riconosciuto una notte e, nel tentativo di redimerlo, lo aveva praticamente sequestrato in casa. Avevano condotto una vita “serena” sino alla vecchiaia, anche se fatta di rinunce, castrazioni e assenza di passioni. In una relazione complessa e contraddittoria tra vittima e carnefice.

Ombre folli utilizza, rispetto a Totò e Vicé, un dialetto più ruvido, di più difficile comprensione (almeno in terra lombarda) nonostante la traduzione orale anche proiettata sullo sfondo del palco.

La poetica di Totò e Vicé ha lasciato spazio ai fallimenti, alle sconfitte, alle perdite che diventano qui materiche, appuntite, macerie che ancora ingombrano la vita. Ma non scompare la profonda umanità dei personaggi amplificata dalla complementarietà dei due bravissimi attori.

Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, Milano

info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – Prezzi: Intero € 32.50, online € 16.50, Martedì € 21,50, | mar-sab ore 21.00/dom ore 17.00

www.elfo.org

Ombre Folli (12-18 aprile)

Vetrano Randisi

testi di Franco Scaldati

regia e interpretazione Enzo Vetrano e Stefano Randisi

produzioni Cooperativa Le Tre Corde, Compagnia Vetrano/Randisi

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