La scortecata, quando la fantasia arriva a far male

La scortecata, quando la fantasia arriva a far male
La scortecata al Piccolo Teatro Grassi

La scortecata è il titolo che Emma Dante da al suo bellissimo spettacolo in scena sino al 14 aprile 2019 al Piccolo Teatro Grassi di Milano.

É una rivisitazione di una favola contenuta nel Lo cunto de li cunti, la raccolta di fiabe scritte in lingua napoletana nel seicento da Giambattista Basile cui si ispirarono poi, tra gli altri, Perrault e i Grimm.

Emma Dante, che firma testo e regia, mantiene il napoletano con tutte le sue sonorità evocative e carnali, amplificandole con canzoni del suo capitale simbolico canoro.

Sceglie però due bravissimi attori, Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, per dar vita alle due vecchie sorelle protagoniste della fiaba. Li vediamo sul palco, con una biancheria femminile color carne, vecchia, consumata, scolorita, penzolante e una retina lisa sui capelli.

Si muovono come creature curve, sgraziate. Sono un riassunto di disgrazie, un libro mastro di bruttezze, con facce gialle, spalle scartellate e gambe sciancate. I loro corpi stanchi però, che fingono di trascinarsi a fatica, nascondono ritmo e leggerezza. Tutto in loro vibra.

Si aiutano a vicenda anche se si insultano continuamente. Non hanno più identità sessuale, ma nei loro corpi quasi laidi, resta il desiderio che cercano di soddisfare raccontandosi la fiaba del re che si innamora di una di loro.

E con pochi oggetti la ricreano, sognando, per un attimo, la gioventù. Una porta diventa la barriera tra la loro misera abitazione e il mondo esterno. Una di loro, con un lenzuolo che fa da mantello, diventa il re che desidera l’altra. Lei però concede, attraverso il buco della serratura, solo il suo dito liscio dopo averlo ciucciato per giorni.

Lo stesso lenzuolo diventa il talamo, dove la vecchia, al buio si concede al re. Che scoperto l’inganno la butta dalla finestra. Ma una fata la vede e, nel racconto di Basile, la trasforma in una splendida fanciulla che andrà in sposa al re, mentre l’altra vecchia sorella, divorata dall’invidia, si fa scorticare sperando di rinascere giovane e bella.

Emma Dante trova un finale diverso, più vero, drammatico, che raccoglie quella sottile violenza che serpeggia sottotraccia. La vecchia “scelta” dal re incontra la fata, cioè l’altra sorella, che, aperto un baule, le porge una parrucca ed una veste regale mentre la canzone di Reginella invade il teatro. Ma la vecchia, la prescelta, dopo aver indossato il tutto e provato un brivido, chiede alla sorella di scorticarla, perchè spera cosi di rinascere più giovane.

Tra le note della regia si legge che in  La scortecata  c’è una sottile polemica verso le donne che rincorrono, attraverso la chirurgia, l’immagine giovanile. Quel coltello che il pubblico vede luccicare, dovrebbe rappresentare quindi il sogno (mortifero) delle “rifatte”.

Eppure, in quel gesto estremo, si può anche avvertire la poetica della disperazione di chi, davanti allo sfacelo inesorabile della vita, del corpo e della mente, non trova più consolazione alcuna. Sono sola, dice alla sorella. No, le risponde l’altra, sei come me e io non sono sola, perchè ho te. Ma l’altra, non la vede neanche più. Ha esaurito la speranza, la fantasia, l’umiltà, la capacità di auto illudersi. Le si è esaurita la vita dentro.

La scortecata è da vedere perchè arriva a muovere qualcosa. Ha un che di antico, drammatico, poetico. Rimanda ad un teatro rituale, dove ogni singolo gesto lascia, come una pietra gettata nell’acqua, cerchi infiniti, dove il silenzio è amplificato come i suoni, dove la lingua ci fa uscire dal nostro quotidiano.

Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 2 al 14 aprile 2019

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Durata: un’ora senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

La scortecata

liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
testo e regia Emma Dante
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
con Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola
produzione Festival di Spoleto 60, Teatro Biondo di Palermo
in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

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