Il piacere dell’onestà al Teatro Carignano

Il piacere dell’onestà al Teatro Carignano
https://www.teatrostabiletorino.it/martedi-26-febbraio-2019-debutta-al-teatro-carignano-di-torino-il-piacere-dellonesta-di-luigi-pirandello-con-geppy-gleijeses-vanessa-gravina-per-la-regia-di-liliana-cavani/

Il teatro è emozione. Non esiste un paragone o nessun altro termine che possa essere avvicinato e che renda meglio il significato di un qualcosa di così antico, eppure sempre così affascinante.

La si può palpare nel momento stesso in cui varca la soglia: che il “contenitore” dello spettacolo sia più o meno moderno, poco importa, non è certo quello che fa la differenza. Questo perché la sensazione che si prova nel momento in cui si entra in un luogo come il teatro, si percepisce quasi subito, all’ingresso quindi di un mondo sospeso e staccato da quello che ci si lascia alle spalle per un paio d’ore, che profuma di storie raccontate e di altre che devono ancora vedere la luce.

Queste sono sempre diverse: possono farti ridere, possono farti commuovere, possono farti riflettere. Come nel caso dello spettacolo “Il piacere dell’onestà”, che ha debuttato al Teatro Carignano di Torino lo scorso 26 febbraio, per restare in scena fino al 10 marzo.

Un testo che nacque dalla penna di Pirandello, una commedia divisa in tre atti per la quale prese ispirazione dalla sua novella “Tirocinio”, in cui l’autore ripropone il discorso del matrimonio riparatore che costringe i personaggi a buttare giù le loro “maschere”, a rivelarsi per quelli che sono davvero, senza avere più il timore di venire giudicati.

Sulla scena ritroviamo Liliana Cavani e Geppy Gleijeses, dopo il grande successo ottenuto con lo spettacolo “Filumena Marturano”, qui interpreti dei due protagonisti: la giovane Agata e il nobile Angelo Baldovino, i quali si trovano forzatamente a condividere la loro vita, l’uno con l’altro, perché le regole sociali che calzano la classe abbiente non permettono ad una donna di avere un figlio fuori dal matrimonio, men che meno da un uomo che risulta già impegnato con un’altra donna, nonostante sia un marchese.

Angelo invece è un uomo semplice, più anziano di Agata, decaduto dalla sua posizione di nobile a causa di svariate vicissitudini legate al vizio del gioco, agli imbrogli, che improvvisamente si ritrova a dover impersonificare il valore dell’onestà, perché Agata per prima deve nascondere assolutamente il suo errore e creare una vita familiare di facciata, dove nessuno possa sospettare che in realtà il rapporto con il marito non sia altro che finzione.

Personificare l’onestà non è un compito semplice, nel momento in cui lo si fa scrivendo un’opera e a maggior ragione quando quest’opera diventa uno spettacolo di teatro, trovare qualcuno che sia in grado non solo di renderla reale, ma anche così palpabile e concreta era un compito arduo, eppure la scelta è ricaduta nella migliore interpretazione possibile, grazie all’esibizione di Geppy Gleijeses, che al suo quarto Pirandello ha rivelato in una recente intervista “…il Teatro Stabile di Torino ha una precisa identità artistica e di altissimo profilo”.

Un attore capace di trasmettere con lo sguardo l’identità intera e a tutto tondo del personaggio che sta interpretando e del sentimento nobile che è il vero protagonista della storia: sono chiare fin da subito la determinazione e la serietà con cui Angelo si fa carico di questo compito nei confronti di Agata (anche se inizialmente appare spinto dalla sola promessa di una lauta ricompensa) e anche nei confronti di un bambino per il quale non sembra nutrire all’inizio (giustamente oppure no) nessun tipo di sentimento o responsabilità.

Ma volendo anche riscattare il suo passato e il suo nome tramite un comportamento ineccepibile, decide quindi di calarsi rigidamente in questo ruolo, arrivando ad imporre il nome da lui scelto al bambino in occasione del battesimo, stabilendo determinate regole all’interno della casa e quindi portando anche Agata a rivedere la sua posizione come amante di Fabio e aiutandola a dare un peso maggiore al suo ruolo di madre guida del bambino.

Al termine dello spettacolo il piccolo gruppo di attori che si sono alternati sul palcoscenico hanno mostrato con gloria i loro sorrisi, visibilmente emozionati dagli applausi che si sono scatenati ancora prima che calasse il sipario: ma l’emozione più forte la si può leggere negli occhi di Geppy, che alza le mani in segno di vittoria, capace anche a termine della sua fatica di sorridere e far ricordare a tutti che il teatro, in fondo, è proprio questo.

Rebecca Cauda

 

 

 

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