Fuga nelle tenebre, la fragilità della psiche

Fuga nelle tenebre, la fragilità della psiche
Fuga nelle tenebre

Sino al 10 marzo 2019, al Teatr OutOff di Milano, va in scena Fuga nelle tenebre, di Arthur Schnitzler, un’analisi psicologica sull’insorgere di un delirio ossessivo che diventa una bomba ad orologeria nella psiche malata del protagonista. Davanti a Schnitzler, alla sua capacità di studiare i meccanismi della psiche, e quindi della fragilità umana, lo stesso Freud avvertì una sorta di “timore del sosia”.

Il racconto dello scrittore viennese, è riadattato da Lucrezia Lerro e Lorenzo Loris, che firma anche la regia. In scena due bravissimi attori: Paolo Bessegato e Massimo Loreto.

Un uomo di mezza età, Robert, rispettabile funzionario di stato di inizio secolo, ad un certo punto, teme di impazzire. Poichè ha visto la pazzia offendere il corpo e l’anima di un suo conoscente, chiede al fratello Otto, rinomato neurologo, di aiutare la sua dipartita nel caso in cui scivoli nella condizione di pazzo.

A tal fine, gli consegna anche una lettera per discolparlo da qualsiasi responsabilità. Questa lettera, scritta in un momento di paura, prenderà, durante lo svolgersi dello spettacolo, i connotati di una condanna a morte.

In Fuga nelle tenebre incontriamo i due fratelli su una scena ingombra di oggetti che a prima vista sembrano non avere ordine: due poltrone importanti sulla destra, al centro un grande cavallo a dondolo, sulla sinistra un letto, un comodino ed un grande specchio appeso; sullo sfondo abeti ricoperti di neve ricordano alberi di natale disadorni e dimenticati.

In realtà, gli oggetti evocano spazi diversi. Le due poltrone sulla destra rappresentano lo studio di Otto; il letto sulla sinistra è la camera ammobiliata che Robert ha preso in affitto dopo aver passato diverse settimane di vacanza per ritemprasi dalla grande perdita della mogie, trovata morta nel letto; il cavallo a dondolo, la carrozza; gli abeti, la montagna dove Robert si nasconde in preda allo smarrimento, prima della tragedia finale.

Otto legge in tedesco l’inizio del racconto; durante lo spettacolo farà anche da voce narrante che inframezza i dialoghi o i monologhi interiori. Ci presenta il fratello e questo suo dubbio inizialmente da lui sottovalutato di essere pazzo.

Fuga nelle tenebre rende, nella regia di Lorenzo Loris, la progressione psicologica sempre crescente di angosce e ossessioni di Robert, che finiscono col tessere una rete fitta sulla realtà esterna fino a renderlo incapace di leggerla correttamente. I presentimenti, gli ammonimenti, i riflessi della realtà immaginata distruggono infatti progressivamente il rapporto con il reale. Talvolta, con le loro proiezioni reciproche, riescono a confondere anche lo spettatore al punto che per un attimo, può pensare che i due fratelli siano in realtà due aspetti della stessa persona.

Ad introdurre le repliche del 5 e 6 marzo si svolgeranno due concerti che esplorano il ricco ambito musicale della “seconda scuola di Vienna” importante fermento artistico contemporaneo a Schnitzler.

Gli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado eseguiranno un programma, a cura di Silva Costanzo. L’iniziativa nasce in collaborazione tra la Civica Scuola di Musica e il Teatro Out Off.

Teatro OutOffvia Mac Mahon, 16 , 20155 Milano

informazioni e prenotazioni tel 02.34532140,

Intero 18 Euro – costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

  • 12 Euro (Under 26) Convenzione con il Comune di Milano
  • 9 Euro (Over 65) Convenzione con il Comune di Milano
  • Convenzioni

Fuga Nelle Tenebre

di Arthur Schnitzler

traduzione di Giuseppe Farese
idea e adattamento di Lucrezia Lerro e Lorenzo Loris
regia Lorenzo Loris

con Paolo Bessegato e Massimo Loreto
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini

luci Luigi Chiaromonte,

collaborazione ai movimenti Barbara Geiger, consulenza musicale Lucrezia Lerro

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