Up&Down: uno spettacolo diversamente normale e normalmente diverso

Up&Down: uno spettacolo diversamente normale e normalmente diverso
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Up&Down. Così si chiama lo spettacolo che il comico Paolo Ruffini sta portando in giro per l’Italia insieme alla compagnia Mayor von Frinzius, una compagnia teatrale livornese nata nel 1997 e composta da 97 attori, metà dei quali disabili. La tournée iniziata lo scorso 29 ottobre a Milano si concluderà il 24 gennaio a Novara. Up&Down ha già toccato Roma, Catanzaro, Genova, Torino, Carate Brianza, Firenze, Prato, registrando in ognuna di queste città un successo di pubblico e un sold out di posti. Tutto esaurito anche per le prossime date: di nuovo Roma il 26 novembre, Bologna, Mantova e Montagnana; a seguire Afragola, Lecce, Lavello, Foggia, Pisa, Isernia, Santa Lucia di Piave e Novara.

Up&Down è un progetto in cui il comico toscano ha creduto e in cui crede con ferma convinzione. Lo spettacolo teatrale ha ispirato anche la produzione di un film, “Up&Down, un film normale”, uscito il 25 ottobre solo in alcune sale italiane per la regia dello stesso Ruffini e di Francesco Pacini.

Il secondo appuntamento romano con Up&Down è previsto per il prossimo 26 novembre, una data non casuale perché corrisponde al quarantesimo compleanno del comico, che ha deciso di festeggiare questo traguardo a teatro e con i suoi attori. Noi abbiamo avuto il piacere di esserci alla prima data romana, lo scorso 6 novembre, nella cornice affascinante del Teatro Brancaccio di Roma, che ospiterà naturalmente anche lo spettacolo di lunedì 26.

La scena iniziale vede Paolo Ruffini intento a presentare il suo personale one man show, ma già dall’apertura del sipario si intuisce che le cose non andranno esattamente così. Un’ambientazione natalizia del tutto imprevista lascia il comico spiazzato, ma deciso a portare avanti il “suo” spettacolo. Le sue intenzioni di protagonismo sono continuamente deluse dall’intervento in scena di “disturbatori” che diventano poi i veri protagonisti della scena, con gag comiche ed esilaranti, intermezzi di canto e ballo e sketch in cui il povero Ruffini è coinvolto come oggetto di scherno. Insieme al comico salgono sul palco sei attori della compagnia von Frinzius: uno di loro è autistico e gli altri cinque hanno la Sindrome di Down.

E così il pubblico si lascia trascinare dalla comicità e dalla spensieratezza che lo spettacolo suscita, senza spazio per il pietismo, la demagogia o l’ipocrisia. Il pubblico in scena vede attori che riescono a farlo emozionare e divertire e tanto basta per non aver bisogno di sollevare altre differenze.

Ma non è tutto. Siamo abituati a considerare Paolo Ruffini un attore comico, di quella comicità, se vogliamo, un po’ spicciola, la comicità media da cinepanettone. Ebbene, questa è l’occasione in cui potersi ricredere. L’attore toscano infatti ha modo di ritagliarsi dei momenti personali, attraverso i quali far riflettere sui nostri tempi utilizzando uno stile pacato, cullato da una malinconica tristezza e da una tenera ironia.

La riflessione sui nostri tempi, su quello che abbiamo guadagnato e quello che abbiamo perso. Da un lato la tecnologia fa passi da gigante, per cui quello che una o due generazioni fa appariva come il futuro del nuovo millennio, noi ora lo stiamo vivendo ed è il nostro presente. Dall’altro quella frase che Ruffini tanto odiava sentirsi dire da piccolo “Ai miei tempi…”, è la stessa che ora utilizza per ricordare come “ai suoi tempi” la comunicazione tra le persone fosse più diretta, non protetta o veicolata da uno schermo, ma orientata agli occhi dell’interlocutore. Solo questo, se ci riflettiamo un momento, può rappresentare un freno all’ondata di cattiveria e rabbia che spesso ci circonda. Quanto è più difficile arrabbiarsi e inveire contro qualcuno avendocelo di fronte e quanto è più facile farlo se l’interlocutore lo abbiamo al di là di uno schermo che ci protegge e a tratti deresponsabilizza?

In un’atmosfera comica e divertente, Up&Down trasmette numerosi temi di riflessione e lascia turbati, turbati dalla necessità, quasi dall’urgenza di ripensare le nostre priorità. La vita e la sua bellezza fanno parte di quelle priorità che a volte vengono date per scontate, così come la capacità di affrontare ogni momento, per quanto negativo, con un briciolo di leggerezza e di quella speranza che sola può far pensare alla luce dopo la tempesta, può diventare la chiave per la felicità. Non si può cambiare quello che accade in tutta la sua asprezza e difficoltà, si può cambiare il nostro modo di vivere e di affrontare le negatività, per esempio imparando a sostituire i pensieri negativi con altri più positivi.

Esattamente in quest’ottica la differenza tra normalità e disabilità può essere scardinata. La disabilità non ha motivo di essere letta come incapacità, ma piuttosto come diversità. E la diversità non può e non deve far paura, così come non deve creare esclusione, bensì inclusione. Lo spettacolo interattivo si realizza in un invito rivolto al pubblico a partecipare, a salire sul palco per prendere parte ad una discussione incrociata su un tema che riguarda tutti noi: cos’è l’amore? Ebbene, non c’è domanda più universale di questa a cui davvero tutti siamo chiamati a rispondere. L’amore come sentimento profondo è ciò che ci accomuna, semplicemente perché tutti lo proviamo e tutti sappiamo riconoscerlo negli occhi di chi amiamo.

 

Per seguire da vicino le date e gli appuntamenti con Up&Down:
https://www.facebook.com/paolinoruffini/
https://www.facebook.com/mayorvonfrinzius/

Teatro Brancaccio
Via Merulana, 244 – 00185 Roma
[email protected]
06 80687231

Orari
Lunedì chiuso (centralino operativo)
Martedì – Venerdì ore 10:00-19:00
Sabato ore 12:00-19:00
Domenica ore 12:00-18:00
https://www.teatrobrancaccio.it/

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