Perhaps all the dragons… un teatro non teatro

Perhaps all the dragons… un teatro non teatro

Triennale Teatro dell’Arte, a Milano, sta diventando sempre più uno spazio di novità, inclusività e sperimentazione. Dal 18 al 20 ottobre 2018 grazie alla rinnovata collaborazione con ZONA K, ha presentato due performences: Remember the dragons…, destinata ad adolescenti a partire dagli 11 anni e Perhaps all the dragons… per un pubblico adulto.

Io sono stata a quest’ultima. Non aspettatevi uno spettacolo tradizionale. Non troverete neanche un palco. Il personale del teatro vi farà entrare nel teatro, ma lo attraverserete, passando di sala in sala, di corridoio in corridoio sino ad arrivare in una grande stanza nera, dove campeggia una imponente struttura lignea ovale, che ricorda lo scheletro di un particolare dinosauro.

All’interno sull’ampio perimetro, sono montati 30 schermi. Gli spettatori si siedono ad una delle postazioni numerate. Improvvisamente tutti e trenta gli schermi si accendono. Su ogni schermo, un primo piano di uomo o donna, racconta in una lingua che va dal giapponese al russo, dall’inglese all’ebraico, una storia personale, sottotitolata in italiano e sovratitolata in inglese. Il vocio confuso proveniente dagli altri schermi, ricorda il rumore del mondo, che fa da sottofondo a tante nostre giornate.

La durata di ogni storia è esattamente la stessa, mentre diverse sono le interazioni che avvengono tra esse in momenti differenti dello spettacolo. Un bimbo comincia a gridare da uno schermo, azzittendo gli altri, o una donna canta a squarciagola la Carmen, impedendo agli altri schermi di parlare o agli spettatori di ascoltarli. Prima di terminare il monologo, viene detto allo spettatore dove andarsi a sedere.

Bart Baele e Yves Degryse, gli ideatori belgi, fondatori di Berlin, hanno raccolto trenta storie in diversi paesi; le hanno poi trasformate in altrettanti monologhi video e inseriti in una costruzione drammaturgica che li mette in relazione tra di loro. Perhaps all the dragons  ha fatto conoscere al pubblico di tutto il mondo Berlin ed è valso al duo belga riconoscimenti unanimi di pubblico e critica (lo spettacolo ha superato ad oggi le 600 repliche complessive).

Perhaps all the dragons sono storie son fra le più diverse, tra il reale e l’irreale: una famosa pianista si rende conto quando è ormai sul palco di aver studiato il concerto sbagliato; un neurochirurgo scambia testa e corpo di due esemplari di scimmie, ma esse sopravvivono; una ragazza giapponese racconta della sua vita da hikikomori, giovani chiusi nelle loro stanze da letto per almeno un anno, completamente avulsi dalla vita sociale; sei gradi di separazione è una teoria che prevede che ogni individuo possa entrare in collegamento con un altro attraverso non più di sei intermediari nel mondo; un pediatra israeliano di giorno, si trasforma, di notte, in angelo della morte, come pilota di jet da guerra. Vive male la dicotomia tra il tempo per uccidere e il tempo per curare.

Aneddoti, scienza, malesseri, convinzioni, tutto si mischia e fluisce nel mare della vita.

La performence lascia una strana sensazione. Certo, manca la condivisione corale, ma specie nel pubblico giovane, crea sinergie post spettacolo.  

Triennale Teatro dell’Arte

viale Alemagna 6, 20121 Milano

Biglietteria: 02 72434258 e-mail [email protected]

Prezzi :22 euro (intero) / 16 euro (ridotto under 30/over 65/gruppi) / 11 euro (ridotto studenti)


Abbonamento 1+1 = 3 (acquista i biglietti per 2 spettacoli e ricevi in omaggio il biglietto per un terzo spettacolo a tua scelta – formula applicabile massimo due volte): 44 euro intero / 34 euro (ridotto under 30/over 65) / 24 euro (ridotto studenti)
Carnet 5 spettacoli (5 spettacoli a scelta): 70 euro intero / 60 euro (ridotto under 30/over 65) / 40 euro (ridotto studenti)

Web
triennale.org/teatro

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