Pioggia, strade e vita

Pioggia, strade e vita

Pioggia è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Marco Pezza andato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 23 al 25 maggio 2018. Protagonisti sono cinque bravissimi attori, la pioggia incessante e la strada, anzi, le strade.

I romani, dice Fausto, uno dei cinque, hanno fondato il loro impero sulle strade. Occuparsene e ripararle dà senso alla sua vita. É infatti il capo cantoniere responsabile del territorio e delle strade del circondario. Con lui una piccola squadra di operai disillusi e a tratti rabbiosi, aspetta che la pioggia rumorosa ed incessante cessi, pronta a scattare in caso di un’emergenza provocata dalla stessa. C’è il bosniaco Osman, che ha lasciato Sarajevo dopo la guerra. Per lui le strade sono pericolose perchè hanno gli occhi, quelli dei cecchini e dei loro fucili che hanno sterminato la sua famiglia. Poi c’è il giovane napoletano che dopo una vita sulla strada ha lasciato Napoli per trovare un lavoro qui al nord. E c’è Riccardo, il più giovane, scappato da un orfanotrofio. Non vuole riparare le strade, ma trovarne una da percorrere. Per questo sogna di partire, ma non sa in che direzione; gli sembra quasi di indietreggiare verso un futuro incerto. Poco distante dalla casa, sotto un ponte, un giovane razzista che ha insultato Osman, si ritrova da lui picchiato e legato ai margini della strada.

La strada diventa cosi la misura comune per sottomettere la distanza incommensurabile dello spazio e quella ancora più intangibile che separa sogni e realtà. Davanti all’immensità delle distanze, del territorio, termine che deriva proprio dal verbo latino terrere, cioè “far diventare del colore della terra”, atterrire, l’uomo ha da subito provato smarrimento, terrore.

E nella strada ha trovato la risposta al suo bisogno di controllo. Però, se le strade danno sicurezza, accorciano le distanze, imprimono la volontà dell’uomo sulla natura, c’è la vita con la sua pioggia incessante che cerca di rendere vano tutto. La vita diventa il palco, dove scroscia una pioggia incessante, un mare di pioggia che presto tornerà al mare, scavando sotto, in silenzio, con violenza, reclamando la sua luce, pronta a sconvolgere l’ordine.

Sulla scena è ricostruito l’interno della casa cantoniera: una branda sulla sinistra ed una vecchia scrivania con un telefono sulla destra.

Non c’è quasi azione. Lo spettacolo si regge su dialoghi stringati, ironici, amari, tra bottiglie di vino e birra. Piccoli quadri, dove la recitazione coordinata, credibile e frizzante degli attori, lascia spazio alla violenza compressa che si muove sottotraccia tra le loro parole semplici, talvolta rozze; a tratti lascia intravedere i contrasti tra generazioni, la difficoltà di convivere con lo straniero, l’assenza di elementi di condivisione.

La telefonata che segnala una strada franata, sembra, per un istante, ridare compattezza al nucleo disomogeneo per provenienza e direzione.

Testo vincitore della XVI edizione del concorso nazionale di drammaturgia contemporanea “Premio Ugo Betti” (2016) indetto dal Comune di Camerino.

 

Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14, Milano

02 59995206
[email protected]

Pioggia

scritto e diretto da Marco Pezza
con
Alberto Astorri, Giovanni Gioia, Alberto Onofrietti,
Marco Pezza, Diego Runko
scene
Giuliano Almerighi e Marco Pezza
disegno luci Giuliano Almerighi – musiche originali Giovanni Gioia
un progetto di Marco Pezza in collaborazione con La Confraternita del Chianti

 

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