‘Dieci piccoli indiani’ al Teatro Brancaccio una serata di giallo e mistero

‘Dieci piccoli indiani’ al Teatro Brancaccio una serata di giallo e mistero
'Dieci piccoli indiani', foto di scena

A teatro ritorna Dieci piccoli indiani … e non rimase nessuno!, il celebre romanzo di Agatha Christie, in scena al Brancaccio di Roma dal 20 al 22 aprile. Per la regia di Ricard Reguant e con una durata di poco più di 2 ore, lo spettacolo di prosa promette emozioni sotto l’auspicio di un capolavoro torbido e avvincente.

La trama di ‘Dieci piccoli indiani’ segue da vicino le vicende del celebre libro di Agata Christie, allontanandosi così dal finale conciliante voluto dalla stessa autrice per la versione teatrale del 1943.

Dieci persone, differenti per carattere, professione e approccio alla vita, vengono invitate ad una festa su di un’isola nella dimora lussuosa da un sedicente signor Owen. Ben presto però saranno costretti a realizzare di essere caduti in una la trappola mortale. Il padrone di casa, infatti, non si presenta e, appena gli ospiti sono tutti arrivati, la voce proveniente da un grammofono li accusa uno per uno di alcuni omicidi che gravano sul loro passato.

Inizia così una sequenza di misteriose uccisioni che decimano uno dopo l’altro gli invitati. Tempi e modalità dei delitti ricalcano quelli elencati nella filastrocca ‘Dieci piccoli indiani’, che tutti i protagonisti conoscono per averla imparata durante l’infanzia. Bloccati sull’isola e senza modo di tornare in salvo, gli ospiti dovranno cercare di scoprire al più presto l’identità del killer che si nasconde tra di loro e che minaccia di mettere a repentaglio la loro vita.

Se le vicende seguono quanto narrato dalla scrittrice inglese, la versione per teatro non può che presentare dei rimaneggiamenti per far fronte alle peculiari esigenze richieste dalla scena e che hanno riflessi anche sull’epilogo dello spettacolo.

Ai labirintici spazi della casa si sostituisce un salotto, dominato dal testo della filastrocca infantile: un moloch che riporta la sentenza senza appello per gli ospiti dell’isola. Il bianco e il nero sono i colori che si impongono sia sulla scenografia che nei costumi; una scelta riuscita, volta a calare l’ambiente nello stile Art-Deco anni ’40, ma che ha anche il pregio di allontanare la trama dalla dimensione dell’ordinario, conferendo alla sala un tono tanto elegante, quanto asettico.

Motivi di certo importanti in una trama che gioca sui sentimenti di paura e angoscia dei protagonisti sono le movenze e i tratti psicologici degli ospiti del signor Owen. Improntati remissività, all’azione, alla razionalità o alla spavalderia, gli spettatori potranno apprezzare i comportamenti e i caratteri dei protagonisti, promossi da una buona prova degli attori.

Un spettacolo che sa emozionare e tenere incollati gli spettatori alla scena, concedendo qualcosa anche alla spettacolarità tramite l’utilizzo, seppur contenuto, di effetti scenici.  Nel complesso però il dramma soffre di cali di tensione che minano lo sviluppo organico della trama. La conseguenza è quella di inibire l’assommarsi progressivo di inquietudine e angoscia, che avrebbe potuto fornire una maggiore carica emotiva al finale.

‘Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno!’ sarà al Teatro Brancaccio di Roma per un fine settimana fino a domenica 22 aprile; biglietti a partire da 19€.

Daniele Di Giovenale

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