Genio, passione, solitudine: Mademoiselle Chanel

Genio, passione, solitudine: Mademoiselle Chanel

E’ una commedia? E’ una tragedia? E’ un musical? Mademoiselle di Mary Ferrara è tutto questo.

L’autrice e regista di questo spettacolo riassume, con estremo garbo e con altrettanta bravura, tutte le forme teatrali in una sola.

Si ride, si sorride, si canticchia, si balla e ci si commuove tutto insieme in Mademoiselle, ovvero la storia dei ricordi di Gabrielle Bonheur Chanel, in arte Coco Chanel (Vanessa Innocenti), la più grande stilista di tutti i tempi.

Claude Delay (Jessica Di Bernardi), una giornalista, sta scrivendo una biografia su Coco Chanel, o meglio vorrebbe farlo ma la capricciosa quanto ritrosa Mademoiselle non vuole scendere in particolari, quei particolari che, tornando indietro con la memoria, le farebbero ricordare tempi, persone e cose di cui non vuole parlare.

Si sente braccata Chanel, non da Claude quanto da se stessa.

Ricordare è rivivere e rivivere è soffrire. E Gabrielle soffre quando ricorda il suo vero ed unico amore, Arthur Boy Capel (Andrea Palmieri), colui che la aiuta ad aprire la sua prima boutique e crede nel suo talento. Anche Boy la ama pazzamente ma, per le sue umili origini e per il suo stato sociale, lui, ricco industriale, non può sposarla. Anzi, le annuncia un giorno che sta per sposare un’altra, del suo rango ed accettata dalla sua famiglia borghese. E’ un duro colpo per Chanel ma lei sa che Boy non l’abbandonerà mai, uniti ma divisi.

Coco si getta nel lavoro ed oltre ai cappellini, inventa un nuovo stile, essenziale e rigoroso ma elegantissimo e per questo richiesto dalle signore più importanti dell’epoca. La pianista polacca Misia Sert (Virginia Menendez) diventa sua amica tramite l’attrice Cècil Sorel (Giulia Capuzzimato)e la introduce nel mondo degli artisti e degli intellettuali facendo il salto di qualità in quel mondo da lei tanto inviso quanto agognato.

Ritorna anche dal suo primo amore quell’Etienne de Balsan (Stefano Di Giulio) che era stato antagonista di Boy ma non disdegna nemmeno le attenzioni della sua fedele segretaria Geneviève Boucher de la Bruyère (Chiara Alivernini), segretamente innamorata di lei.

E’ inquieta Coco, non vuole continuare quel racconto che le lacera l’anima, tanto inquieta che la sua biografa quasi getta la spugna. Claude le lancia l’aut aut, o si arrende al passato oppure non se ne fa più nulla.

Si lasciano così le due, quasi con rabbia, promettendosi di rivedersi con più calma quando una telefonata, nel cuore della notte, annuncia a Claude che Coco è morta.

Mary Ferrara si supera con questa prova di alto livello. Riesce a trasportare come d’incanto il pubblico nell’atmosfera degli anni ’20 e ’30 viaggiando nei ricordi di Coco dall’inizio della sua vita fino alla fine e cogliendo i lati più intimi della stilista francese. Non si parla di moda né di profumi ma l’indice è puntato sulla donna, su Gabrielle, sulla sua irruenza, la sua immoralità, la sua solitudine nonostante avesse il mondo ai suoi piedi.

Dal balletto iniziale che coinvolge tutto il cast alla scelta delle canzoni, nulla è scelto a caso perché rappresenta il variopinto caos di cui si circondava Chanel, una Vanessa Innocenti in stato di grazia questa sera.

Una stella che ha saputo riunire la passione, l’eleganza, la solitudine e la sofferenza del suo personaggio e che ci ha stupito con una voce inaspettatamente sensuale nella sua Non, Je ne regrette rien raccogliendo l’ovazione finale del pubblico presente.

Una menzione particolare va alle due new entry del MIA, Sabrin Taha Ebrahim Halawa nel ruolo di Vera Bate Lombardi, musa personale di Chanel e di Somaia Taha Ebrahim Halawa nel ruolo di Suzanne Orlandi, colei che indossò il primo vestito creato dalla stilista.

Si replica a giugno con una versione più completa (ed un diverso finale) della storia.

MADEMOISELLE CHANEL La regina della moda di Mary Ferrara

Anteprima Nazionale 25 marzo 2018 – Teatro SALAUNO di Roma

Testo e Regia di Mary Ferrara

Assistente alla regia Matteo Maria Dragoni

Vocal Coach Carlo Alberto Gioia e Michela Varvaro

Coreografia Miriam Bonaccorso

Scene e Costumi Marco Maradei

Una Produzione TeatroSenzaTempo & MIA Musical Inside Accademy

 

 

 

 

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