Recensione | “Due” uno spettacolo dalle grandi aspettative

Recensione | “Due” uno spettacolo dalle grandi aspettative

Venerdì 16 marzo abbiamo assistito, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, allo spettacolo “Due”, con la regia di Luca Miniero e interpretato da Chiara Francini e Raoul Bova.

Spente le luci, la scena è una stanza vuota, in cui appaiono soltanto dei cartonati e due personaggi, Paola e Marco, alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale. Marco, giovane napoletano insegnante di educazione fisica, sogna di scrivere un libro sull’essenza della vita, innamorato della filosofia antica e moderna. Paola, donna logorroica e insicura, pretende di sapere oggi come sarà la loro vita insieme tra vent’anni e, intanto, saltella qua e là contando i passi dal loro appartamento ai diversi luoghi della città. Sta arrivando il giorno del matrimonio, ma i due ragazzi hanno una visione ben diversa del loro futuro di coppia e dell’amore stesso. Ha inizio ora una serie di salti temporali, che permetterà prima a Paola e poi a Marco di conoscere la loro vita tra vent’anni, piena di problemi e di tradimenti.

Nonostante la bravura degli interpreti e della regia, lo spettacolo delude le alte aspettative, risultando inizialmente poco divertente e coinvolgente, per poi migliorare nettamente nel finale.

La sceneggiatura, poco originale, non risulta accattivante e non permette agli attori di dimostrare pienamente le proprie qualità. Appaiono un po’ banali gli intermezzi musicali, accompagnati da balletti, intercalati durante lo spettacolo; sono, invece, da apprezzare il monologo introspettivo di Raoul Bova, in cui emergono appieno le sue doti di attore, e la vena comica di Chiara Francini.

Raoul Bova, ottimo attore cinematografico e televisivo, perde un po’ a teatro, risultando poco convincente e quasi ottenebrato del tutto dalla padronanza scenica di Chiara Francini, che si dimostra eccellente attrice comica, anche se a tratti eccessiva.

“Due” è una commedia leggera e indubbiamente gradevole, senza infamia e senza lode, ma pregna di stereotipi e lenta a ingranare. Caratterizzata da un climax ascendente, il finale riesce a coinvolgere e risulta più divertente, lasciando un retrogusto piacevole agli spettatori, che tornano a casa tutto sommato soddisfatti.

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