‘Il Conte Tacchia’ in scena al Sistina, ennesimo capolavoro per Montesano

‘Il Conte Tacchia’ in scena al Sistina, ennesimo capolavoro per Montesano
Ph: Antonio Agostini

Enrico Montesano non delude le aspettative. Teatro Sistina allestito per le grandi occasioni, con un parterre di ospiti da fare invidia a qualsiasi prima tv di un programma in prima serata. Tante le personalità giunte ad assistere all’ennesimo capolavoro del mattatore romano, dall’immancabile Giancarlo Magalli, al bomber biancoceleste Bruno Giordano, una prima fila a cinque stelle.

Lo spettacolo è genialmente concepito, ipotizzando un ritorno di Francesco Puricelli, emigrato negli Stati Uniti e tornato a Roma alla fine del secondo conflitto mondiale. Riconosce molti dettagli della sua Roma e dei luoghi della sua giovinezza e, ripensando a come le cose sarebbero potute andare se…, torna indietro con i ricordi, in un flashback che trasporta gli spettatori al film del lontano 1982.

Chi ha avuto l’occasione di vedere il film (dal quale lo spettacolo è tratto) sarà rimasto piacevolmente colpito dall’attenzione ai particolari, dalla precisione dei costumi e dalla straordinaria interpretazione dei protagonisti. Un musical vero e proprio, con brani d’autore, canti e balli studiati nel minimo dettaglio, melodie orecchiabili e dai versi che rimangono impressi nella mente. Montesano dimostra di avere lo spirito di un attore ad inizio carriera: grinta, passione e tenacia, accompagnati da una presenza scenica che solo un veterano come lui può regalare. Gli spettatori divorano letteralmente lo spettacolo, applaudendo, intonando talvolta sottovoce le melodie cantate sul palco.

Siamo nella Roma di inizio 900, Francesco “checco” Puricelli è figlio di un falegname. E’ soprannominato “Conte Tacchia” per la sua mania di sistemare i mobili e gli oggetti traballanti con una zeppa di legno, in romanesco “tacchia”. Il suo sogno è quello di essere di più di quello che è, si sente un nobile povero in una ricca povertà. L’aristocrazia cui lui si ispira è quella incarnata dal principe Terenzi, un nobile decaduto che è ricco soltanto di debiti. Il suo vero amore è Fernanda, una ragazza semplice che dal canto suo ama checco con tutto il cuore. Per una serie di vicissitudini si ritrova sul punto di sposare la duchessina Elisa, che lascia poco prima di arrivare sull’altare. Viene poi elevato al rango di conte da Vittorio Emanuele III, così da poter sfidare un nobile francese sentitosi offeso da uno dei suoi tanti scherzi. Nel frattempo muoiono sia il padre che il principe Terenzi, uccisi entrambi da una indigestione. Checco eredita quindi dal principe Terenzi proprietà, titolo e ovviamente i debiti.

Nonostante l’elevamento al rango di nobile, resterà per tutti il Conte Tacchia. Per gli amanti del genere uno spettacolo al quale è doveroso assistere, per Montesano un ulteriore capolavoro da aggiungere alla sua carriera.

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