‘Dio arriverà all’alba’, spettacolo omaggio ad Alda Merini al Cometa Off di Roma

‘Dio arriverà all’alba’, spettacolo omaggio ad Alda Merini al Cometa Off di Roma

“Chi regala le ore agli altri vive in eterno” 

Dio arriverà all’alba lo spettacolo su Alda Merini diretto da Antonio Nobili andrà in scena dal 16 al 21 gennaio 2018 presso il Teatro Cometa Off di Roma.

Durante la conferenza stampa tenutasi il giorno precedente il debutto, sono intervenuti Patrizia Masi, l’attrice Antonella Petrone, che vestirà i panni di Alda Merini nello spettacolo, la giornalista Livia Filippi, appassionata conoscente della poetessa, e l’artista Marco Fioramanti.

Un incontro interessante quello organizzato per presentare l’omaggio alla Merini, dov’è stato possibile non solo conoscere meglio gli obiettivi dello spettacolo ma anche scoprire qualcosa in più della famosa scrittrice attraverso l’esperienza di chi l’ha potuta conoscere di persona.

“La conoscenza con Alda Merini è stata mediata attraverso l’opera di Alberto Casiraghy, […] ogni volta si andava da lui e si decideva come collaborare. Il telefono squillava in continuazione ed era sempre Alda Merini che dettava ad Alberto le sue giornate e i suoi lavori” ci racconta Marco Fioramanti, sottolineando la formidabile capacità di questa artista di essere sempre riuscita a comunicare l’essenziale nelle sue poesie.

Una personalità forte e diretta, senza misure, come ci dice anche Antonella Petrone interprete della Merini nello spettacolo: “Le sue poesie mi hanno accompagnato durante la mia vita. Le sue parole sono come perle di una collana rotta che si spargono e ti colpiscono ogni parte del corpo. Quello che ho amato di lei è sempre stato il suo grande coraggio e la sua umiltà, la voglia di non mostrarsi debole nonostante il suo vissuto, di ironizzare anche i momenti di dolore”.

L’attrice dichiara con sincera modestia di sentirsi vicina alla poetessa, l’assenza di filtri e la conseguente solitudine che spesso un carattere del genere comporta le accomuna: “Ho guardato tutti i suoi filmati, ho cercato di avvicinarmi a lei e alla sua personalità affascinante e complicata”.

È stato un lavoro lungo che permetterà di mostrare l’artista a trecentosessanta gradi, è questa l’innovazione che lo spettacolo si prefigge con l’obiettivo di esulare dalle mere vicende manicomiali o letterarie,  avvicinandosi all’Alda Merini umana, colta nelle sue vicende quotidiane. Non solo una scrittrice, ma una persona sensibile e altruista che amava conversare con sconosciuti e che non negava ospitalità neppure ai senza tetto in cerca di un riparo. Un’anima generosa che si è messa completamente a disposizione del pubblico, in modo universale.

Il lavoro di Antonio Nobili guarda ancora una volta a elogiare la poesia della vita e stavolta attraverso l’omaggio a una delle poetesse più significative del periodo contemporaneo.

“S’immagina che i poeti siano delle specie di folletti o angeli; no, sono esseri umani, poveri, scontenti, noiosi, attaccabrighe, ipocondriaci, magari malaticci” (Alda Merini)

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