Mito, luce e rivoluzione: “El” al Teatro Tordinona di Roma

Mito, luce e rivoluzione: “El” al Teatro Tordinona di Roma

Cominciamo dalla fine: dieci minuti di applausi al termine della rappresentazione danno la misura di El – Che Guevara l’uomo dietro la leggenda. Il lavoro di Luca Milesi, regista, e di Antonio Nobili, rende appieno tutta la passione del romanzo di Edgardo De Habich dal quale è tratto.

De Habich, ambasciatore del governo peruviano a l’Avana scrisse non tanto la storia del leggendario Ernesto, quanto lo spirito che mosse le sue gesta cercando di raccontare non l’eroe ma l’uomo e tutto quello che furono i suoi rapporti con le persone, con i suoi pazienti, con i suoi companeros.

Questo spirito è stato ripreso alla perfezione da tutta la compagnia dell’Associazione Enter, in collaborazione con Teatro SenzaTempo nella produzione, che si adatta, quasi si plasma, ai personaggi che interpreta a cominciare dal El, Antonio Nobili, che stasera ci ha regalato una performance che ci fa rivivere Ernesto Guevara in tutte le sue sfaccettature: sognatore, esempio, avventuriero, mito e leggenda, angelo e demonio. 

Il regista sceglie due attrici per interpretare i personaggi narranti della piéce, Maria Concetta Liotta nei panni del parroco Gomez e Serena Renzi in quelli del Ranger dell’esercito boliviano Colonnello Santana, e i loro racconti si intersecano con la vita di El in un susseguirsi di narrazioni che le vedono protagoniste e spettatrici allo stesso tempo.

Durante una tempesta il Colonnello Santana chiede riparo nella parrocchia di Padre Gomez che lo accoglie con generosità ma Pedro, nipote del parroco, riconosce in lui uno degli assassini di El. Inizia qui un confronto tra i due, tra litigi e bevute, che porterà a ripercorrere la vita di El da quando, appena laureato in medicina, abbandona il suo paese per recarsi nel lazzaretto di un villaggio di montagna a curare i lebbrosi.

Il prete ed il ranger si scontrano sulle motivazioni che spinsero El a donarsi ai malati, ad abbracciare una rivoluzione non sua, ad essere, “rivoluzionario come Cristo”. Il ranger alla fine rifletterà sull’uccisione “senza giusto processo” di colui che, per questo e per la sua esistenza, è rimasto e resterà immortale.

Nel mezzo del racconto si affacciano i protagonisti della storia e le vicende di El da quando lascia il lazzaretto a quando ricompare due anni dopo davanti a quei giovani folli che sognavano la rivoluzione; dallo sbarco a Cuba dal Messico ai cinque anni trascorsi a fare il ministro di quel governo che aveva aiutato a creare, fino alla morte, e qui ancora il paragone con Cristo, tradito per denaro.

Antonio Nobili riesce a rendere ancora vivo El: i suoi tormenti, gli scatti d’ira, i moti di tenerezza, la tristezza che lo assale sono così sentiti ed appassionati che sembra che lui stesso ripercorra, come sua, la leggenda di chi scomparve cinquanta anni fa.

Gli occhi di Maria Concetta Liotta parlano rivelando la fede di un prete e le sue parole quelle di un rivoluzionario cristiano; la dura Serena Renzi, nel suo pastrano militare, rivela invece il disagio di una scelta che forse scopre sbagliata.

Il cast è di tutto rispetto: un meraviglioso Alberto Albertino, nel ruolo di Fidel, Francesco Sotgiu, Ilario Crudetti, Stefano Di Giulio ed Eleonora Zepponi rendono il palcoscenico del Tordinona via via un ospedale, una giungla, una guerriglia, un amore così vividi e credibili tanto da creare nella mente di chi assiste un mondo reale intorno a loro.

Magnifica la regia ed azzeccata la scelta iniziale del brano di Rino Gaetano “Nel letto di Lucia” a fare da contraltare alla purezza di El.

TEATRO TORDINONA DI ROMA – DAL 16 AL 19 NOVEMBRE 2017 “EL – CHE GUEVARA, L’UOMO DIETRO LA LEGGENDA DI LUCA MILESI – ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTER CON LA COLLABORAZIONE ARTISTICA DI TEATROSENZA TEMPO

 

 

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