Al Vittoria vince il teatro di qualità

Al Vittoria vince il teatro di qualità

Prosegue anche quest’anno la poliedrica attività del Vittoria, che ancora una volta affianca al nutrito e variegato programma in abbonamento e fuori abbonamento (rispettivamente dodici e nove spettacoli) la partecipazione al “Roma Europa Festival”, il Festival Internazionale dei cortometraggi (il “Roma Creative Contest”), la rassegna “Salviamo i talenti” (Premio Attilio Corsini), e gli ormai ventennali “Thè letterari del Venerdì”. Ma andiamo per ordine.

La prima cosa da segnalare sono le due produzioni (in tournée nazionale) della Compagnia Attori & Tecnici: in Ottobre “Segreti di famiglia”, con Viviana Toniolo e Stefano Messina; a Gennaio l’adattamento teatrale (di Claudio Pallottini) de “Il Diavolo certamente” (dall’ 11 al 28 gennaio 2018), dall’omonimo testo Andrea Camilleri. A grande richiesta, torna poi l’evergreen “Rumori fuori scena” (dal 12 al 23 Dicembre 2017), l’affettuoso e scanzonato (e realistico?) ritratto del Teatro con la T maiuscola (e tanta umanità),visto letteralmente dietro le quinte.

Sempre divertenti, giocate sul riso amaro dell’autoironia le tre commedie di ambito “familiare”: “Segreti di famiglia” (dal 3 al 15 Ottobre 2017), “Finché giudice non ci separi” (dal 30 Novembre al 10 Dicembre 2017), con Laura Ruocco, Luca Angeletti e Augusto Fornari e “La cena perfetta” (dal 31 Gennaio all’11 Febbraio 2018), di Nicola Pistoia: ovvero come sopravvivere tra agrodolci ipocrisie e quotidiane astuzie di piccolo cabotaggio.

Arricchiscono il cartellone due prime “tutte romane”, due uomini soli in scena che ci offrono un umorismo a loro modo “meditabondo” e critico: Giobbe Covatta ne “La Divina Commediola” (dal 31 Ottobre al 5 Novembre 2017), ridisegna in prosa partenopea un suo Inferno non più dantesco ma contemporaneo, utile a ragionare e conoscere: dei diritti dell’infanzia, e dei suoi drammi nel mondo. Divertente, malgrado l’amarezza, amaro nonostante le risate. “Tutto esaurito” (dal 20 al 31 Marzo 2018), anche qui “di e con” Max Paiella, affronta con inesauribile leggerezza il continuo smagliarsi e rarefarsi della nostra contemporaneità, delle nostre relazioni, aspettative, illusioni, anche qui frammischiando ironia e riflessione.

Per gli amanti del brivido, una lunga pausa (dal 15 Febbraio al 18 Marzo 2018) di “Storie di fantasmi”, commedia horror molto “British” di Andy Nyman e Jeremy Dyson (nella versione italiana di Franco Ferrini e Gianluca Ramazzotti).

Il Vittoria si avventura poi in quella zona intermedia, di fecondo meticciato culturale, tra cronaca e rappresentazione. E qui segnaliamo tre spettacoli innovativi: “Era d’Ottobre” (11 e 12 Novembre 2017), in cui Paolo Mieli parte dal racconto della Rivoluzione d’Ottobre per ripercorrere la storia del ‘900, il Secolo Breve; e poi “EsotericArte” (dal 27 al 29 Novembre 2017), un viaggio fra esoterismo, simbologia e numerologia (con la partecipazione straordinaria del professor Vittorio Sgarbi). Per finire “L’età del Caos” (29 e 30 Gennaio 2018), di e con Federico (e Jacopo) Rampini, un racconto lucido dell’America “à la” Donald Trump.

Altre e nuove contaminazioni seguono (e precedono) nel cartellone: Tullio Solenghi (e il Trio d’Archi di Firenze) è il “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart” (dal 17 al 22 Aprile 2018), il Balletto di Roma interpreta il “Contemporary Tango” (coreografie di Milena Zullo) e infine il Teatro Fantastico, con il magic show “L’illusionista” (dal 24 al 29 Aprile 2018) .

Protagoniste al femminile, ecco quindi le “donne del Vittoria” (e le loro storie); sono ritratti a tutto spessore di alcuni delle protagoniste più note (e controverse) del ‘900:  a suo modo premessa ad un modo diverso di guardare all’altra metà ‘storica’ del cielo, lo spettacolo “Le donne erediteranno la terra” (dal libro di Aldo Cazzullo, il 3 Maggio 2018). E poi “La Divina Sarah” (Bernhardt, dal 6 al 15 Aprile 2018), con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci, “Omaggio a Fallaci. Le parole di Oriana in concerto” (di e con Maria Rosaria Omaggio, dal 4 al 6 Maggio 2018), “Le parole di Rita” Montalcini (dal 8 al 13 Maggio 2018), di cui Giulia Lazzarini tratteggia un ritratto umano e professionale, e infine “La Fata matematica” (15 e 16 Maggio 2018) che racconta la vicenda di Ada Byron (figlia del Lord poeta), misconosciuta antesignana dell’età digitale.

Questo è tutto, ma non basta: tra le pieghe del cartellone del Vittoria restano infatti, come s’accennava in apertura, il Roma Europa Festival (con Ascanio Celestini, Pippo Delbono e Roberto Herlitzka), il Roma Creative Contest, gli ambiti e longevi “Tè letterari del Venerdì”, e gli esordienti spettacoli della decima edizione di “Salviamo i Talenti” (Premio Attilio Corsini).

Ce n’é davvero per tutti i gusti, con un’unica nota dominante: la qualità e la cura – affettuosa – del proprio pubblico, ormai una costante di questo storico teatro di Roma.

 

 

 

 

 

 

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