‘Il teatro da camera di Cap’: al Teatro India i movimenti di Riccardo Caporossi

‘Il teatro da camera di Cap’: al Teatro India i movimenti di Riccardo Caporossi

C’era una volta l’avanguardia teatrale italiana. C’era il 1968, le lotte e le manifestazioni, la voglia di creare qualcosa di nuovo e, perché no, di cambiare il mondo. C’era la voglia di indagare, di fare ricerca teatrale scardinando la relazione tra periodo di prova e rappresentazione e ciò portava alla nascita delle prime esperienze laboratoriali.

Quell’ondata poi passò ed a raccogliere l’eredità di quanto era stato fatto dai vari Cecchi, Quartucci, Bene, Leo e Perla vi era una generazione altrettanto agguerrita, pronta a non sottostare alle logiche del teatro di rappresentazione.
Tra questi vi era Cap, al secolo Riccardo Caporossi. Una vita al fianco di Claudio Remondi dando vita al collettivo Rem&Cap, poi gli ultimi anni sempre alla ricerca di un archè, di un principio ionico nascosto nella parte più profonda dell’essere umano.

Così dopo Forme e Mura, creazioni ospitate nelle passate stagioni, Riccardo Caporossi torna al Teatro India con l’ennesima indagine, con un nuovo meccanismo che tenta di intrappolare quell’archè, per provare perlomeno a trattenerlo e dissezionarlo in pochi minuti, prima che sfugga di nuovo via.  Il teatro inteso da Cap è una relazione ancora pulsante e viva con lo sperimentalismo degli anni ’60, un qui ed ora che necessariamente cambia in base alla presenza cangiante dello spettatore, introdotto fisicamente all’interno della performance in un’idea di spazio scenico che ricorda quella di Grotowski.

Immagine scomposta è il primo dei tre movimenti in cui è suddiviso Il teatro da camera di Cap – gli altri saranno Marionette e Così… vi pare- , che con essi ha in comune soltanto l’idea di destrutturare perricostruire. Non vi è fiction, tanto meno un filo narrativo da seguire. Soltanto un continuo e necessario stravolgimento delle categorie teatrali. Lo spazio, il tempo, la parola ed i personaggi.
Parti che, proprio come nella musica da camera, alle volte viaggiano all’unisono, ma solo per avere il diritto di contrapporsi e destrutturarsi vicendevolmente.
Gli stralci della letteratura che viene pronunciata da un leggio messo in mezzo alla sala, non può non rievocare l’impasse dell’Amleto di Carmelo Bene per il suo essere essenziale nella forma ma vacua come voce di commento. Caporossi dal canto suo propone un’idea di uomo che è innanzitutto architettura, una mano incerta e cieca che si fa pupàra, parodia del regista demiurgo o di ciò che ne resta, forza che gestisce una scenografia feticista e minuta.

Il Teatro da Camera di Cap è una riflessione profonda sul senso delle cose, è aprire una serratura per poi scoprire che dietro quella porta ce n’è subito un’altra. Non è un appello a vivere, è un’ incitazione al diritto di essere!

 

Teatro di Roma presenta:

Il teatro da camera di Cap

I movimento IMMAGINE SCOMPOSTA  20/21/22 ottobre
II movimento MARIONETTE   24/25/26 ottobre
III movimento COSÌ … VI PARE 
27/28/29 ottobre

scrittura scenica, installazione visiva, regia Riccardo Caporossi
attori Riccardo Caporossi,
Nadia Brustolon, Vincenzo Preziosa
musicisti Sergio Quarta, Elena Somarè
luci Nuccio Marino

Produzione Club Teatro – Rem & Cap Proposte
in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Progetto Speciale MIBACT

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