“Musica Ribelle”: un musical anticonvenzionale a Milano

“Musica Ribelle”: un musical anticonvenzionale a Milano

Una produzione, la Todomodo che punta sempre a rompere gli schemi, e anche questa volta sul palcoscenico sale qualcosa di molto anticonvenzionale.

“Musica Ribelle”, andato in scena dal 29 settembre all’8 ottobre al Teatro Nuovo di Milano è proprio questo. Un nuovo musical con musiche di Eugenio Finardi, regia di Emanuele Gamba su soggetto di Pietro Contorno, uno di quelli che ogni tanto servono, soprattutto qui in Italia, perché di “ribelle” non c’è solo la musica, ma la trama, i discorsi, il messaggio che vuole comunicare al pubblico.

Uno scantinato, due gruppi di giovani: uno vive gli anni Settanta, quella musica, quell’epoca, manifestazioni, radio, politica, droga, amore; l’altro è nei giorni nostri, questa “musica”, quest’epoca, telefonini, internet, social, droga, amore. Due mondi paralleli connessi dalla stessa cantina e dal diario del proprietario, ora un adulto, ma allora un giovane.
Le due linee scorrono, talvolta intersecandosi, specialmente sui temi della droga e dell’amore, e un ventenne del 2017 smette di sentirsi ancora così lontano da un’epoca che non ha vissuto, catapultato nello spirito sfrenato degli anni Settanta.

Non è solo un musical, è storia. Tutto ciò che il diario del signor Hugo narra, compresa la tragica morte del “ribelle” Peppino Impastato, è la realtà vista dagli occhi di tutti quelli che hanno assistito a quelle vicende, impotenti ma con un grande desiderio di cambiare le cose.
Splendidi gli arrangiamenti dei pezzi di Finardi (con band dal vivo sul palco), adattati alla messa in scena di un musical senza ovviamente perdere il rock, in grado di far amare un cantautore anche a chi arriccia il naso solo al termine. Bellissimi in particolare i momenti di “Extraterrestre”, “Non è nel cuore”, “Come in uno specchio”.

Bravissimi gli interpreti, in grado di rappresentare al meglio entrambe le generazioni a confronto, balzando rapidamente da un ruolo all’altro (ruoli spesso opposti); poetici nel cantare le belle parole di Finardi, pieni di energia nel trasmettere lo spettacolo, preparati, intensi, meritevoli.

Crediamo che tutti i teatri in Italia dovrebbero accogliere “Musica Ribelle” sui propri palcoscenici e che tutti dovrebbero andarlo a vedere. Giovani e adulti, nessuno escluso.
Perché gli adulti possano tornare a sognare un po’, ad avere degli ideali, giusti o sbagliati che siano non importa, conta la voglia di stare al mondo; perché i giovani possano capire quanto è forte l’impegno e la voglia di cambiare che possono avere e che il telefonino non è il problema, ma l’arma più potente per far sentire la nostra voce.

“Musica Ribelle” è realtà viva davanti agli occhi dello spettatore.

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