La nuova stagione del Teatro di Roma: «Il teatro è uguale per tutti!»

La nuova stagione del Teatro di Roma: «Il teatro è uguale per tutti!»
Re Lear di Giorgio Barberio Corsetti con Ennio Fantastichini

Ha riaperto le sue porte da ormai qualche settimana, ma è comunque sempre bene ribadire gli appuntamenti della prossima stagione del Teatro di Roma. Tante sono infatti le opportunità per viaggiare oltre l’iperuranio, accedendo così ad un’idea teatrale che è fiaba, memoria e democrazia.  

Dopo l’esperienza dello Short Theatre, che spalanca le porte ad una dimensione intercontinentale della scena italiana, questa attitudine alla contaminazione esterofila continua al Teatro India con Profumo di Korea, spettacolo a cura dell’Istituto Culturale Coreano che andrà in scena in data unica il 3 di ottobre. Proseguendo sulla linea tematica del teatro come finestra del mondo, da non perdere è poi Il caso della famiglia Coleman, scritto e diretto dal sudamericano Claudio Tolcachir (Teatro Argentina, 9-12 ottobre).

Subito dopo poi, sempre all’Argentina, sarà protagonista Emma Dante con il suo Bestie di scena, riflessione sulla plasticità del corpo attoriale cui farà eco uno degli spettacoli più attesi dell’anno: quell’ Hamletmachine di Heiner Müller la cui regia sarà affidata a Robert Wilson (11-17 dicembre, Teatro India). Ma il regista del celebre Einstein on the beach non sarà l’unico esempio di collaborazione con nomi della neoavanguardia degli anni ’70 ed ’80.

Si allude a Romeo Castellucci che con il suo Democracy in America (11-13 maggio) porta in scena la fine del potere politico, o a Riccardo Caporossi che invece propone dal 20 al 29 ottobre Il teatro da camera di Cap.
Altri contributi fondamentali sono quelli di Federico Tiezzi, che sarà impegnato prima all’India con Il ritorno di Casanova (28 novembre – 10 dicembre) poi all’ Argentina con Antigone (27 febbraio – 29 marzo), oppure le regie di Giorgio Barberio Corsetti. Troveremo quest’ultimo in maggio al Teatro India con Mi sa che fuori è primavera, ma soprattutto all’Argentina (21 novembre –  10 dicembre) con Re Lear, interpretato da Ennio Fantastichini.

Re Lear di Giorgio Barberio Corsetti con Ennio Fantastichini

Un percorso, quello su William Shakespeare, che continua con il ritorno di Peter Stein e Maddalena Crippa, a due anni di distanza da Der Park. E proprio come era accaduto per il Sogno riscritto da Botho Strauss, anche il Riccardo II che andrà in scena dal 12 al 17 dicembre punta a ripensare il drammaturgo inglese in chiave contemporanea. 

Insomma, il Teatro di Roma mai come quest’anno vuole avere un’ anima polifonica, le cui armonie arrivino in maniera trasversale ad ogni orecchio della comunità. A chi concepisce il teatro come classicità, a chi lo intende come gioia estetica o a chi lo vede anzitutto come strumento catartico. Tramite i palcoscenici dell’India e dell’Argentina la messinscena si fa flusso che corre, attraversa la città, giunge alle orecchie di tutti sussurrando che «Il teatro è uguale per tutti!»

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