Caino sacrificato sull’altare del male al Teatro Sala Uno di Roma

Caino sacrificato sull’altare del male al Teatro Sala Uno di Roma
"Il mondo è la terra di Caino", cast Ph: Flaminio Boni

In anteprima nazionale ed a chiusura della stagione teatrale è andato in scena al Teatro Sala Uno di Roma il terzo lavoro di Antonio Nobili che chiude un filone drammaturgico, Il mondo è la terra di Caino.

Uno dei lavori più intensi e intimi di Nobili, rappresentato dagli allievi della compagnia Teatro Senza Tempo di Mary Ferrara e Antonio Nobili.

La Genesi biblica, il cui prologo è declamato da Azaele, Davide Fasano, segnato nel volto dal male, racconta la storia di Caino nel suo tormentoso destino di uomo senza pace.

Il dramma è intervallato da flashback tramite i quali Caino torna indietro nel tempo e rivive i suoi tormenti culminati con l’uccisione del fratello Abele.

Ma Caino, uno straordinario Andrea Famà, è solo un uomo che si chiede, si domanda, si interroga sulle paure proprie degli uomini che mettono in dubbio la fede, imposta per dogmi e che vive i suoi interrogativi con l’angoscia di essere diverso e con il rimorso del suo delitto.

Vivo senza pace, ho solo una specie di ideale; è così che io cammino adagio adagio verso quella fine che non viene mai, incompreso da tutto e da tutti, trascinando con me il peso di una saggezza che non è più di questo tempo, di una bontà che ormai rasenta la pazzia”.

La bontà di Caino, ostracizzato dal potente Azaele ma intoccabile per volere di Dio, è una bontà terrena e per questo condannabile.

Caino è pericoloso per il potere e per questo sacrificabile come un paria e per mantenere quel dominio, contraffatto dalla potenza del credo religioso, viene additato come il disilluso, il miscredente, il maligno.

Ma lui crede nei frutti della terra perché è stato il suo sudore e non Dio a farli crescere, crede nell’amore di sua moglie, nella generosità e nell’altruismo donando a chi non può, e non a Dio, il suo raccolto migliore.

E’ sempre messo in discussione perché è diverso e non rispetta gli insegnamenti imposti. E’ un uomo che pensa, che cade davanti ai suoi incubi, ma è anche un uomo che è bramoso di conoscenza, quella conoscenza che rende gli uomini liberi.

Reale e realista, odierna e contemporanea la domanda dentro il proprio io: l’uomo che studia, pensa e che si interroga, l’uomo altruista è e sarà sempre osteggiato dal potere precostituito per il quale è una pedina da schiacciare e da allontanare.

E per dirla con le parole dell’autore “se la terra nella quale Caino vaga ramingo fosse dentro ciascuno di noi?”

La conformazione del teatro Sala Uno rende ancor più magica l’atmosfera ed i ragazzi, tutti eccellenti, hanno dato vita ad una rappresentazione degna di più ampi palcoscenici. Una prova teatrale da professionisti, dal primo all’ultimo, che ha stregato la platea, attratta come calamita da una recitazione ineccepibile.

Incantevole la regia di Sofia Bolognini, persuasive le musiche di Dario Costa e splendido il sorridere di Antonio Nobili che assisteva soddisfatto alla prova dei suoi ragazzi.

IL MONDO E’ LA TERRA DI CAINO – TEATRO SALA UNO DI ROMA

Scritto da Antonio Nobili – Regia di Sofia Bolognini – Musiche di Dario Costa – Costumi di Virginia Menendez – Maschere di Marco Maradei

Cast: Valerio Villa, Davide Fasano, Jessica Di Bernardi, Silvia Magazzù, Mariaenrica Recchia, Aldo Sorrentino, Chicco Sciacco, Andrea De Luca, Francesco D’Ippolito, Andrea Palmieri, Giulia Capuzzimato, Federica Fiordigigli, Mariella Rotondaro, Virginia Risso, Marco Maradei, Andrea Famà.

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