“La più lunga ora”: Vinicio Marchioni incontra Dino Campana

“La più lunga ora”: Vinicio Marchioni incontra Dino Campana
Vinicio Marchioni in L'ora più lunga

Fino al 21 maggio al Teatro Piccolo Eliseo sarà in scena La più lunga ora spettacolo scritto e diretto da Vinicio Marchioni in omaggio a Dino Campana.
Una vita che vale la pena raccontare non solo per la straordinaria bellezza dei versi contenuti nei Canti Orfici, unica raccolta del poeta, ma anche per la personalità di un artista che i più superficiali hanno definito pazzo.

La storia di Dino Campana è quella di un uomo in antitesi col mondo: difficile il rapporto con i genitori (ed in questo fu molto simile ad un altro autore suo conterraneo, vissuto in quegli stessi anni che è Federigo Tozzi), difficile il rapporto con le istituzioni, impossibile il rapporto con il mondo dell’arte.

Ma sarà proprio l’arte, la sua arte, ad accompagnarlo nel cammino della vita, percorso fatto di fughe continue, di viaggi, vagabondaggi ed arresti in Italia, Europa ed America Latina. La sua fu una poesia crepuscolare, pionieristica per gli anni in cui visse, la sola valvola di sfogo per comunicare un’essenza che andava oltre la schizofrenia.

Vinicio Marchioni in La più lunga ora

«Tutto va per il meglio, nel peggiore dei mondi possibili». Campana viveva il dramma di essere un’anima incastrata nella pochezza di un solo corpo, nella banalità di una sola testa, di due sole gambe, di un solo stomaco. Il suo peregrinare, alla ricerca di un appagamento definitivo diventa, nell’interpretazione di Vinicio Marchioni, il motore che scatena gioia, collera e memoria.

La più lunga ora è esattamente l’emblema di quel manoscritto che è I canti orfici.
Nelle parole di Marchioni e Milena Mancini (nei panni di Sibilla Aleramo), così come nelle musiche di Ruben Rigillo, riecheggia la paura di non essere compresi, la frustrazione di aver consegnato la propria ragione di vita a qualcuno che poi ha perduto tutto.
Quando infatti, nel 1913, il poeta di Marradi arrivò a Firenze per consegnare la sua opera alla redazione de Lacerba, Giovanni Papini e Ardengo Soffici la perdettero. Campana, sentitosi deturpato, nonostante i problemi psichici che lo affligevano, riscrisse per intero il suo lavoro, ampliandolo e modificandolo, ma soprattutto dimostrando una cosa rara: l’urgenza di imporre la sua arte.

Un’urgenza accentuata dall’accompagnamento sonoro di Rigillo, una «musica fanciulla esangue» che rende la parola schiava delle note e viceversa. Ma soprattutto un’urgenza espressiva che accomuna Campana ad altri poeti come Alda Merini (i due, «innamorati del proprio dolore»), o come a chi, come lui, continua a credere che la poesia salverà il mondo!

Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

La più lunga ora

Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo

Scritto e diretto da Vinicio Marchioni

Con

Vinicio Marchioni

Milena Mancini

Ruben Rigillo

Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo

E la canzone Sognando di Don Backy

Produzione TEATRO Eliseo

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook