“G8 – Sotto l’ira del sole”: il dramma della Diaz al Teatro Lo Spazio

“G8 – Sotto l’ira del sole”: il dramma della Diaz al Teatro Lo Spazio
Immagine di scena

Ci sono degli eventi, nel corso della storia di un Paese, con cui si deve fare i conti per tutta la vita. Degli eventi che segnano una cesura, un prima ed un dopo quella cosa, un continuo ed inevitabile confronto tra ciò che era e ciò che è adesso.

E a distanza di ormai 16 anni da quei tragici eventi, lo spettacolo G8 – Sotto l’ira del sole torna in scena proprio per rievocare quel prima, per riportare alla luce i fatti che causarono la morte di Carlo Giuliani. Quello proposto dall’Accademia Teatro Senza Tempo è un pezzo di denuncia di quelli di cui si sente sempre il bisogno, scritto volutamente per attaccare un sistema ancor oggi corrotto, che da quei maledetti giorni non ha saputo trarre insegnamento, ed anzi.

Mary Ferrara e Alexandro Sabetti elaborano tematiche complesse, concepiscono la ronda della Diaz come un momento catartico su cui non soffermarsi, le emozioni da raccontare sono una valanga. Così il tutto viene narrato per bocca delle persone che vissero quel terrore: la regia di Pietro De Silva destina ad ogni personaggio un luogo deputato sulla scena, quasi fossimo tornati al teatro medievale. Ed è proprio nel senso di un ritorno a quel tipo di narrazione, che costringeva lo spettatore a muoversi da un posto all’altro per osservare recite che parlavano spesso di peccato ed espiazione, di morte e sacrificio, De Silva cerca la stessa complicità nello spettatore moderno, raccontando una strage che di medievale effettivamente ha molto.

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Dopo quei fatti, che come sempre in Italia portarono tanta indignazione e poche condanne effettive, il concetto di innocenza è cambiato completamente. Se quindi si riflette sulla Genova del G8 prima e dopo i fatti della Diaz, si ha ben chiaro come quello fu uno degli ultimi appuntamenti in cui i giovani, organizzati per manifestare dissenso, ebbero effettivamente la capacità e la voglia di lottare per un cambiamento. Cose quasi impensabili, a meno di vent’anni di distanza.

Uno degli effetti di quei giorni, infatti, fu la nascita di un germe di disillusione, amplificato poco dopo dall’attentato alle Torri Gemelle, e cresciuto in maniera esponenziale con l’imporsi della stagione del terrorismo.

I giovani d’oggi non sono più quelli della Diaz. Quanto è colpa di quei giorni?

Teatro Lo Spazio ha presentato:

G8 – Sotto l’ira del sole

Scritto da Mary Ferrara ed Alexandro Sabetti
regia di Pietro De Silva

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