Aspettando Godot allo Spazio Diamante di Roma riconferma il duo Colangeli-Montanari

Aspettando Godot allo Spazio Diamante di Roma riconferma il duo Colangeli-Montanari
"Aspettando Godot" al Teatro Spazio Diamante, locandina dello spettacolo

Lo Spazio Diamante di Roma ospita dal 24 marzo al 2 Aprile lo spettacolo “Aspettando Godot”, il masterpiece di Samuel Beckett e l’esempio di quello che è denominato il teatro dell’assurdo. Protagonisti d’eccezione sono Giorgio Colangeli e Francesco Montanari nel ruolo rispettivamente di Vladimiro e Estragone, Didi e Gogo. Al loro fianco Riccardo De Filippis e Giancarlo Nicoletti nel ruolo di Pozzo e Lucky (Pietro Marone nel ruolo del giovane che informa del mancato arrivo del Signor Godot). La regia è a cura di Filippo Gili nella traduzione italiana dell’opera di Beckett di Carlo Fruttero; la produzione di Altra Scena Art Management & Viola Produzioni.

Lo Spazio Diamante mette a disposizione uno spazio scenico privo di palco e sipario. La mancanza della classica distanza attore-spettatore, unita al contenuto aperto ed incompiuto dell’opera di Beckett, trasmette la sensazione di un’opera che si completa grazie alla presenza stessa dello spettatore in scena nel ruolo di osservatore dell’attesa.

Dalla sua prima rappresentazione a Parigi del 1953, “Aspettando Godot” è una delle opere teatrali più rappresentate e sperimentate. In effetti la trama è presto detta: due persone, Vladimiro ed Estragone, legate da un comune destino aspettano il Signor Godot con cui hanno un presunto appuntamento. I due protagonisti nel frattempo incontreranno casualmente Pozzo e Lucky e converseranno con loro, ma alla fine Godot non arriverà mai. L’azione drammatica si sviluppa nell’arco temporale di due giorni, in cui accade esattamente la stessa sequenza di eventi. L’ambientazione in cui si svolge la scena è una strada di campagna sotto un albero, punto di ritrovo nel caso arrivi Godot.

Tra il primo e il secondo atto si assiste ad una evoluzione discendente dal punto di vista psicologico. Il primo atto presenta momenti di comicità, di divertimento, di riso spontaneo che culminano nell’exploit di Lucky. Pozzo e Lucky giungono sulla scena; Pozzo dice di essere il proprietario delle terre sulle quali Didi e Gogo attendono Godot; Lucky è il suo servo che non parla, ma esegue solo gli ordini. Nel prosieguo si scopre che Lucky ha capacità insospettabili di ballerino e di pensatore: può pensare a comando. Così Didi e Gogo sono spinti a provare questa capacità e ordinano a Lucky di pensare qualcosa. Ma Lucky non pensa solo qualcosa, inizia ad affastellare non sense, iterando in modo continuativo la stessa serie di frasi, accelerando progressivamente il ritmo e la velocità del suo parlare pensante o del suo pensiero parlante, accompagnandosi con movimenti frenetici in circolo su tutto lo spazio scenico, seguito da Didi e Gogo che cercano di stargli dietro imitandolo. L’unico modo per interrompere la follia in atto sarà togliere a Lucky il suo cappello, il cappello che gli conferisce la capacità di pensare, per farlo ritornare docile e obbediente. Il divertimento inscenato dall’incontro con Pozzo e Lucky non elimina la frustrazione dei due vagabondi che nel tentativo di trascorrere il tempo dell’attesa, tra vani pensieri su come impiegare il tempo dall’andar via al suicidarsi impiccandosi all’albero, realizzano infine con il sopraggiungere dell’inviato di Godot, il mancato arrivo del suo signore.

Il secondo atto a differenza del primo si configura per differenza per una maggiore forza introspettiva e per un maggior realismo. All’inizio del secondo atto il buon umore di Didi si contrappone al dolore fisico di Gogo che durante la notte è stato picchiato violentemente. Quando i due ricominciano ad aspettare, Gogo mostra tutta la sua impazienza, vuole andar via e scopre, conversando con Didi, che non ricorda nulla di quanto accaduto il giorno precedente. L’unico a conservare la consapevolezza di quanto accaduto il giorno prima è Didi, che in un processo di anamnesi fa tornare la memoria a Gogo. Di nuovo Pozzo e Lucky, il primo è diventato ceco, il secondo è in scena steso per terra inerme. Il secondo atto è caratterizzato da una maggiore rassegnazione, si percepisce una maggiore fatica nel conversare e una realistica presa di coscienza che Godot continuerà ad esserci nella sua assenza.

Ogni volta che quest’opera teatrale di Beckett viene rappresentata chiama in causa una serie di questioni che riguardano da vicino la vita stessa e la fragilità originaria della vita umana. La solitudine dell’uomo appare rappresentata da tutti i protagonisti in scena, nonostante essi siano presenti legati e dipendenti in un rapporto di coppia. Didi e Godo pensano svariate volte di separarsi ma alla fine non lo fanno mai, sono cinquant’anni che si trascinano insieme in un modo tale che sarebbe troppo difficile porre fine a questa simbiosi. Pozzo e Lucky d’altro canto pur nella loro relazione fondata sull’opposizione servo-padrone, mostrano quanto servo e padrone siano indissolubilmente ed hegelianamente coinvolti in un rapporto, in cui il servo necessita del padrone non meno di quanto il padrone necessiti del servo.

L’attesa angosciante di Godot, che costituisce il senso dell’opera è l’unica vera attività che Didi e Gogo sono chiamati a compiere. Essi devono “fare” in qualche modo l’attesa, devono riempire lo scorrere del tempo che li separa dall’evento sperato. Questa speranza che sembra animare in parte lo svolgersi del primo atto, viene completamente meno nel secondo. Il risultato è un progressivo e inarrestabile colorarsi dell’attesa di tinte sempre più scure ed angosciose.

Giorgio Colangeli e Francesco Montanari confermano in questa perfomance la sintonia e l’armonia di quella che ormai è diventata una coppia teatrale a tutti gli effetti, dopo il successo de “Il più bel secolo della mia vita”.

 

Ricordiamo dal 24 marzo al 2 aprile per soli due week end di repliche. Informazioni:

Spazio Diamante-Via Prenestina 230b-Roma
dal 24 Marzo al 02 Aprile 2017
Venerdì e Sabato 21.00 / Domenica 18.00
Info & Prenotazioni 06-80687231 / 393-0970018
Biglietti: Intero euro 20 + prevendita; ridotto euro 15 + prevendita

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