‘Voce di donna’ al Brancaccino: una confessione femminile a denti stretti

‘Voce di donna’ al Brancaccino: una confessione femminile a denti stretti
"Voce di donna" in scena al Brancaccino

Melania Giglio presenta nello spazio intimo del Brancaccino di Roma Voce di donna, uno spettacolo in cui figura da unica protagonista e autrice. All’interno della cornice della rassegna ‘Una stanza tutta per lei’, Voce di donna è una narrazione delle memorie contrastate, arrovellate ma intrise di passione di una mancata sposa. Melania Giglio, inchiodata al centro del palco da un abito nero, sembra circondata da uno stuolo di fantasmi invisibili: Eros, Solitudine, Dolore, Amore, Nascita, Lotta, Fede.

Nella rassegna del Brancaccino ‘Una stanza tutta per lei’, che si propone di offrire al pubblico una panoramica teatrale sulla femminilità del terzo millennio, Voce di donna presenta un’esperienza contrastata e tutta compressa all’interno di binomi quali presenza e assenza, racconto e ineffabilità della memoria, compagnia e solitudine. La scansione dei tempi dello spettacolo è affidata alla musica cantata da Melania Giglio che riesce efficacemente a reinterpretare famosi brani del panorama internazionale.

Voce di donna, al Brancaccino una narrazione tra memoria e musica

Con Voce di donna va in scena al Brancaccino non uno, ma molteplici racconti tutte legati all’interno di un flusso di coscienza continuo nel quale i ricordi si accavallano tra di loro senza soluzione di continuità. In questa struttura labirintica la trama narrata da Melania Giglio si sofferma su singoli eventi, reminiscenze di azioni che lasciano una traccia profonda all’interno della psicologia della protagonista.

Lo spettacolo propone un corpo a corpo con il dolore provocato dalla dissimulazione in una quotidianità tutto tesa alla ricerca di uno spazio concreto in cui possano concretizzarsi gli ideali della protagonista. Con la sapiente interpretazione di Melania Giglio si viene così a delineare al Brancaccino una confessione a denti stretti nella quale scompaiono le maschere della vita quotidiana e vengono alla luce, purificati, i desideri, le speranze infrante, i dolori e le aspirazioni della protagonista.

In una vita, quella descritta da Voce di donna, fatta di contraddizioni che sembrano insolubili la soluzione viene ritrovata all’interno della musica, la forma principe che permette di esprimere ciò per cui risulta difficile trovare le parole appropriate. Il canto viene interpretato secondo la sua valenza liberatoria, conferendo leggerezza alle tante situazioni di difficoltà che angustiano le memorie della protagonista.

Voce di donna, al Brancaccino una poliedrica Melania Giglio

Una nota di merito deve essere riservata alle luci che sono capaci di creare un gioco pregevole di colori e forme che segnano l’ambientazione e lo scenario su cui si sviluppa la trama di Voce di donna. La scena  su cui si muove Melania Giglio, di per sé vuota, viene così ad essere arricchita dalle geometrie dei riflettori fino a plasmare uno scenario immaginifico che passa con agilità da panorami cupi alle nuvole del cielo.

Sul palco del Brancaccino si muove un’instancabile Melania Giglio che dà vita ad una performance intensa segnata dal passaggio fluido tra sezioni recitative di grande impatto e brani di canto dal vivo. Voce di donna può così garantire con la performance della protagonista un’espressività molto curata sia con riguardo della mimica facciale e della gestualità, sia in riferimento all’ottimo utilizzo della voce da parte della Giglio.

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