“L’ora di ricevimento – Banlieue”: Bentivoglio al Teatro Eliseo

“L’ora di ricevimento – Banlieue”: Bentivoglio al Teatro Eliseo
Fabrizio Bentivoglio in L'ora di ricevimento

Nella crisi d’idee che affligge il teatro italiano contemporaneo Stefano Massini è sicuramente una figura di eccezione. Vincitore di ben 5 Premi Ubu per Lehman Trilogy, tradotto in 14 lingue e messo in scena da Luca Ronconi, Massini si contraddistingue da sempre per i suoi lavori dal forte impatto sociale.

Ed è così anche per L’ora di ricevimento – Banlieue, in scena dal 7 al 26 marzo al Teatro Eliseo di Roma. Uno spettacolo, questo, che rafforza ancor più il legame con Michele Placido, regista con cui il drammaturgo fiorentino aveva già collaborato per 7 Minuti, opera divenuta poi anche un film.

E se quella era la storia ispirata ad un fatto vero, che narrava delle lotte sindacali delle operaie di Yssingeaux, L’ora di ricevimento non parte da presupposti realmente accaduti, pur restando fortemente legato al dato realistico.

Un eccellente Fabrizio Bentivoglio è il professor Ardeche, docente cinico e polemista, disilluso dalla vita e dalle orde di ragazzi che con gli anni tenta di far maturare. Cita i grandi letterati della storia francese mostrando una certa repressione, è esistenzialmente sconfitto e di ciò ne è lucidamente cosciente. La sua è una scuola della periferia francese, un luogo non certo di facile appeal per chi vuole tramandare cultura. Le classi dell’Ardeche sono uno straordinario mix di culture e popoli, un luogo in cui almeno ipoteticamente mari differenti potrebbero fondersi in un’unica corrente. Purtroppo però ciò non avviene, gli anni scorrono per l’anziano prof, dalla finestra dell’aula ricevimento un albero assiste stancamente al passare del tempo e, nel seguire imperterrito il ciclo delle stagioni, sembra essere ancora più disilluso e quadrato del professore.

In L’ora di ricevimento Massini vuole raccontare il melting-pot, vorrebbe parlare di una globalizzazione edificante, di un fenomeno fruttuoso che arricchisce. Purtroppo però i suoi (ed anzi, i nostri) desideri di aggregazione sono destinati a morire, complice il campanilismo e la paura. In un mondo in cui il diverso continua ad essere concepito come una minaccia e non come un’opportunità, la globalizzazione non può essere che un fallimento.

In un periodo storico come quello che ci ritroviamo a vivere il testo di Massini è un inno alla riflessione, un esempio brillante per iniziare a cambiare.

Bisogna farlo credendoci, non assistendo stanchi al correre la storia, come quell’albero fuori in cortile!        

dal 7 al 26 marzo

Teatro Eliseo presenta

L’ora di ricevimento – Banlieue

di Stefano Massini

regia di Michele Placido

scena di Marco Rossi

costumi di Andrea Cavalletto

luci di Simone De Angelis

Produzione Teatro Stabile dell’Umbria

con: Fabrizio Bentivoglio, Francesco Bolo Rossini,  Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani.

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