“La Regina di Ghiaccio”, Lorella Cuccarini protagonista del nuovo musical in scena al Teatro Brancaccio

“La Regina di Ghiaccio”, Lorella Cuccarini protagonista del nuovo musical in scena al Teatro Brancaccio
"La Regina di Ghiaccio", locandina dello spettacolo

Mercoledì 22 febbraio al Teatro Brancaccino di Roma si è tenuta la conferenza stampa per presentare la prima nazionale del nuovo Musical “La Regina di Ghiaccio”, con protagonista Lorella Cuccarini, per la regia di Maurizio Colombi (suoi Rapunzel e Peter Pan). Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, produce per Viola Produzioni questo nuovo Musical; memori del successo avuto al Brancaccio con Rapunzel, viene riconfermata la squadra vincente: Maurizio Colombi, Lorella Cuccarini e il prezioso cast creativo composto da Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari per le musiche, Giulio Nannini per i testi, Alessandro Chiti per le scenografie broadwayane, Francesca Grossi per i costumi, Alessio De Simone per il disegno luci, Emanuele Carlucci per il disegno suono, Rita Pivano per le coreografie. La Regina di Ghiaccio è ispirata ad una fiaba persiana contenuta nella raccolta “Le Mille e un Giorno”; la stessa favola venne rivisitata e resa una fiaba teatrale da Carlo Gozzi che unì il personaggio della fredda regina ad alcune maschere della Commedia dell’Arte come Pulcinella, Pantalone e Arlecchino. Questo stesso soggetto diventò alla fine la Turandot di Giacomo Puccini, che fece riscrivere il testo a due librettisti. Da questa origine favolistica gli autori del Musical “La Regina di Ghiaccio” hanno costruito un qualcosa di nuovo inventando personaggi inediti e un finale originale. Maurizio Colombi, che riconferma il suo talento nella regia di Musical, ha voluto rendere questo spettacolo più vicino al mondo dei bambini, creando un’atmosfera fantastica e magica grazie anche all’inserimento di nuovi personaggi: le tre streghe Tormenta, Gelida e Nebbia, fautrici dell’incantesimo e che creeranno degli effetti “atmosferici” particolari in teatro; dall’altro lato ci sono i consiglieri dell’imperatore Ping, Pong e Pang, personaggi ripresentati in chiave comica e divertente; un albero parlante e ancora due personaggi esistenti della mitologia cinese, la Dea della Luna Changé, che cura tutti gli innamorati e il Dio del Sole Yao. Queste figure servono a rendere l’atmosfera della fiaba ancora più romantica e magica per la presenza dei poteri delle stelle. Come è noto Puccini non terminò la Turandot, che rimase infatti incompiuta per la sua scomparsa ed ebbe due finali diversi. Come spiega Massimo Colombi in conferenza stampa, l’opera restò senza finale non solo per la prematura scomparsa di Puccini, che da ben due anni stava lavorando alla ricerca di un finale adatto. Non fu quindi solo la sua morte ad impedirne la conclusione, non è un caso che la Turandot sia infatti chiamata l’“opera maledetta”. Si tratta certamente di un’opera lirica sui generis e già molto particolare; si riscontra una linea musicale moderna con sfumature, influenze ed essenze jazz al suo interno. La Turandot è stata l’ultima opera di un trascorso, di un periodo,  per questo Puccini ebbe difficoltà nel portarla a termine. È una delle opere più rappresentate e rappresentative, di cui conosciamo le arie più famose, ma nessuno sa esattamente di cosa parla. La protagonista della fiaba è un’algida principessa destinata a sposare solo quello tra gli uomini che riuscirà a risolvere tre enigmi. Il Principe Calaf, il pretendente più coraggioso, riesce a risolvere gli enigmi e a mettere in crisi la principessa. Turandot si rivolge allora al Principe e lo ammonisce che in questo modo egli avrà come sposa solo una donna riluttante e piena d’odio. Calaf, che non vuole sposare una donna che lo odia, la scioglie allora dal giuramento proponendole a sua volta una sfida: se la principessa, prima dell’alba, riuscirà a scoprire il suo nome, egli le regalerà la sua vita e verrà decapitato come gli altri pretendenti. Turandot deve rispondere a sua volta ad un indovinello; all’alba sarà la sposa di Calaf se non riuscirà ad indovinare il suo nome. All’alba è Calaf stesso che le rivela la sua vera identità rimettendo la sua vita nelle mani di Turandot, che cadrà vittima del potere dell’amore e vedrà il suo freddo cuore finalmente sciogliersi. La Regina di Ghiaccio non è però la Turandot, ha l’opera pucciniana alle spalle come modello, ma è stata riscritta la trama; ci sono anche spin off e prequel rispetto alla fiaba originale; inoltre non essendoci un finale originale vero e proprio, La Regina di Ghiaccio propone il suo finale originale, dando vita ad una fiaba per bambini e famiglie e ad una storia appassionante.  È una fiaba sì per bambini, romantica, con alcuni tratti shakespeariani per quanto riguarda il linguaggio; negli intenti degli autori è però una storia che interessa sia gli adulti che i bambini. Il cast artistico è eccellente e oltre alla apprezzatissima Lorella Cuccarini vanta un gruppo formato da venti performer tra attori, cantanti, ballerini, perfino acrobati. Lorella Cuccarini, regina del Musical, sarà la Regina di Ghiaccio, una crudele regina vittima di un incantesimo, per cui nel suo regno gli uomini sono costretti ad indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo. Una principessa questa che sembra rivelare, ricordare ed incarnare in una figura sola due antichi miti della tradizione greca, il mito di Medusa, il cui sguardo è meglio non incontrare e quello della Sfinge tebana, per la sua richiesta di tre enigmi da risolvere. Il protagonista maschile, il Principe Calaf, interpretato da Paolo Pignatelli, rappresenta il ruolo del principe eroico che deciderà di impegnarsi nella risoluzione degli enigmi per provare a riscaldare il cuore della regina e averla in sposa. Le musiche originali, composte da 18 brani musicali per gli arrangiamenti di Davide Magnabosco, a sua volte traggono ispirazione dalla tradizione dell’opera lirica, rivisitate però in chiave pop; in particolare ricalcano le tracce di alcune arie di Puccini, come il famoso “Nessun dorma”. Quello del teatro è un mondo spesso lontano dall’immaginario dei bambini; ecco perché simili occasioni costituiscono anche dei modi efficaci per suscitare l’interesse dei più piccoli, per avvicinarli al teatro, alla cultura, all’opera lirica e ai grandi maestri dell’opera quali Puccini. Insomma Musical del genere sono molto più che Musical, sono “protrettici alla cultura” tanto per i più piccoli che per gli adulti. Ricordiamo che la prima nazionale andrà in scena il 9 marzo al Teatro Brancaccio; mentre lo spettacolo sarà in teatro fino al 26 marzo. Parola d’ordine: “Sciogli l’enigma, troverai la magia!”.

 

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