“Il Trovatore” ritorna al Teatro dell’Opera di Roma con Ollé

“Il Trovatore” ritorna al Teatro dell’Opera di Roma con Ollé
"Il Trovatore" di Giuseppe Verdi in scena al Teatro dell'Opera di Roma

Al Teatro dell’Opera di Roma si percepisce un buon clima nei giorni che precedono la prima del Trovatore. L’aumento dell’8% dell’affluenza agli spettacoli rispetto all’anno precedente fatto registrare dal Teatro Costanzi riflette una buona risposta di pubblico all’offerta della struttura.

Ma in particolare il tutto esaurito per la quasi totalità delle serate del Trovatore di Giuseppe Verdi fanno certo ben sperare e sono la spia di un’attenzione particolare del pubblico capitolino per il prossimo evento. Un interesse per il Trovatore che è percepito anche dagli addetti ai lavori. “Siamo a Roma e facciamo un’opera romana: il pubblico ha un occhio più attento” ha dichiarato la Collaboratrice per la regia Valentina Carrasco.

Il Trovatore, nel nuovo allestimento, raggiunge la capitale dopo aver toccato Amsterdam (nel 2015) e Parigi (2016) per la prima italiana il 28 febbraio. Andrà a completare per il Teatro dell’Opera di Roma la ‘trilogia popolare’ di Verdi, tra il Rigoletto dello scorso dicembre e la prossima Traviata dell’autunno di quest’anno.

Il Trovatore di Verdi: l’assurdità della guerra

Uno degli scogli da affrontare quando ci si accosta al Trovatore di Giuseppe Verdi è la sua trama. Ricco di colpi di scena e intrighi l’intreccio si mostra puntellato da eventi eccezionali a tal punto che questa sua caratteristica sembra intaccarne la credibilità per il pubblico odierno.

Àlex Ollé, il regista della pièce, ha voluto ricollegare la storia da melodramma al clima del romanticismo. Svanito lo ‘spirito dell’epoca’ che lo chiarificava, il problema che porta con sé il testo verdiano sarà quello di una sua reinterpretazione in chiave moderna. Per rendere fruibile il Trovatore al pubblico contemporaneo si è quindi deciso di legare l’artificiosità dell’intreccio con l’esperienza della guerra.

“Credo che i temi fondamentali del Trovatore siano le emozioni delle persone portate al loro limite estremo – ha dichiarato Àlex Ollé – potrebbe essere ambientato ai giorni d’oggi perché quegli atti barbarici si commettono in ogni guerra. In questo allestimento abbiamo incluso, senza premeditazione, l’idea dell’esodo e dei rifugiati”

La guerra e la sua abnormità si trasforma quindi in quello spazio del reale che apre le porte all’assurdo. Il conflitto come elemento interpretativo privilegiato del Trovatore si legherà al clima della prima guerra mondiale, scelta per la sua drammatica alchimia di vecchio e nuovo. L’obiettivo però per Àlex Ollé rimane quello di stupire un pubblico che ben conosce i brani dell’opera soprattutto con la musica e la messa in scena.

Teatro dell’Opera di Roma: accorgimenti scenici e musicali

Un elemento a cui prestare attenzione sarà certamente l’allestimento scenico. Costituito da 24 blocchi che verranno mossi manualmente sul palco, la scenografia del Trovatore non punta sul realismo ma proporrà al pubblico un’ambientazione astratta, tra il simbolico e il metafisico. Oltre per il colpo d’occhio che si annuncia di grande effetto, i blocchi garantiranno un cambio scena rapido per un’opera che impone veloci spostamenti.

Per il Trovatore sono due i punti su cui ha dichiarato di essersi soffermato il Direttore Jader Bignamini. In primo luogo al centro dell’analisi si sono poste le tonalità cromantiche. I suoni scuri devono riflettere i colori altrettanto scuri che accompagnano un’atmosfera prevalentemente notturna. Ai forte e fortissimo del coro sarà invece affidato il compito di rendere il rosso più volte evocato nel libretto di Salvatore Cammarano.

La seconda componente di rilievo sarà quella dell’energia. Bignamini sottolinea infatti come tutti i personaggi siano estremamente giovani a cominciare dai protagonisti: le sonorità non possono far altro che tener conto dell’età dei soggetti che animano la trama.

 

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