“Non ti pago”, speranza e illusione al Teatro Argentina

“Non ti pago”, speranza e illusione al Teatro Argentina
"Non ti pago", foto di scena

Gianfelice Imparato interpreta il protagonista, Ferdinando Quagliolo, che gestisce un banco lotto ereditato dalla buonanima del padre e assieme al suo compagno di merende Aglietiello, cerca, invano, di vincere al lotto utilizzando i mezzi più fantasiosi come quello di andare sul tetto a studiare le nuvole che si combinano in fumogene figure da interpretare per trarne dei numeri vincenti, cosa che non accade mai. La moglie di Ferdinando, Concetta, interpretata da una spumeggiante Carolina Rosi, mal sopporta tutte le stramberie dei due e sembra più occupata a favorire il rapporto della figlia Stella con il giovane Mario che lavora per Ferdinando al banco del lotto.

Mario è un poco antipatico a Ferdinando non tanto per il suo interesse per la figlia quanto perché il ragazzo è fortunato al gioco. Troppo per i suoi gusti.

Un giorno Mario arriva trafelato a casa Quagliolo con una notizia incredibile: ha vinto quattro milioni di lire con una quaterna. Ferdinando quasi sviene dall’invidia. Mario racconta che di notte ha sognato la buonanima del padre di Ferdinando e di Don Cicci il tabaccaro che gli indicavano la quartina vincente dicendogli “Piccirì mettici 50 lire in coppa”.

A queste parole Ferdinando ha un sussulto. La casa dove abita Mario era la casa dove lui ha abitato fino a due anni prima insieme al padre, ma dopo la sua morte, tanta era “l’impressione” che ha preferito andarsene e quindi, secondo lui, il padre aveva sbagliato casa. Solo lui poteva essere il “Piccirillo” del sogno perché suo padre lo chiamava così e quindi la vincita era destinata a lui e non a Mario. Questa è la prova schiacciante e questo lo autorizza a prendere il biglietto vincente strappandolo a Mario.

Per dare forza alle proprie ragioni Ferdinando si rivolge prima alla legge, spiegando le sue ragioni all’avvocato Strumillo e poi alla chiesa cercando conforto in Don Raffaele ma senza convincere nessuno.

Ferdinando ha tutti contro, moglie, figlia, preti, avvocati ma non vuole cedere anzi cerca di estorcere a Mario una dichiarazione fantasiosa che Mario non firma. Lo minaccia con un’arma che crede scarica e per impaurire il giovane spara un colpo in aria. Impaurito per le conseguenze del suo gesto Ferdinando si arrende e cede il biglietto a Mario non prima di avergli inviato, sotto il ritratto di suo padre, una tremenda maledizione, “un guaio per ogni lira, iatture a non finire”.

La maledizione non tarda ad arrivare tanto che Mario non riesce mai ad incassare la vincita e, sfinito, torna da Ferdinando per restituirgli il biglietto vincente e per dargli ragione purchè la malasorte non lo perseguiti più.

Ferdinando ha avuto finalmente il suo momento di gloria e concede la mano della figlia Stella a Mario assieme ad una dote di quattro milioni di lire.

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo porta in scena una delle commedie più conosciute dell’arte eduardiana, Non ti pago, ultima regia dello scomparso Luca, e lo fa in maniera convincente.

Gianfelice Imparato, reduce dai successi televisivi “I bastardi di Pizzofalcone”, si conferma uno dei più capaci e sensibili interpreti della commedia edoardiana e degno sostituto di Luca De Filippo. Regala al pubblico presente una commedia comica e tragica, come la definì Eduardo, interpretando Ferdinando come “un sognatore, che gioca al lotto non per arricchirsi ma come sfida personale alla sorte”. Accanto a Imparato una stupenda e incantevole Caterina Rosi nel ruolo di Concetta che sa ammaliare il pubblico nella sua struggente difesa della verità. Nel cast Massimo De Matteo che interpreta Mario, Nicola Di Pinto nel ruolo di Aglietiello, Carmen Annibale la figlia Stella, Paola Fulciniti la zia, una svolazzante Viola Forestiero nel ruolo della cameriera, Gianni Cannavacciuolo Don Raffaele, Giovanni Allocca l’unto avvocato Strumillo, Federica Altamura e Andrea Cioffi i fratelli Frungillo.

“NON TI PAGO” di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo

TEATRO ARGENTINA di Roma dal 21 febbraio al 5 marzo

 

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook