“Cyrano”, una piccola grande opera per un piccolo grande teatro

“Cyrano”, una piccola grande opera per un piccolo grande teatro
"Cyrano De Bergerac", foto di scena

Dal 20 gennaio al 19 febbraio l’opera di Rostand va in scena al Teatro Stanze Segrete di Roma

Quando ho sentito che il Teatro Stanze Segrete avrebbe messo in scena il Cyrano il mio primo pensiero è stato “è un teatro piccolissimo, come faranno le scene delle battaglie, i duelli, la scena in guerra?”. La risposta a questo interrogativo si trova proprio guardando questa versione dell’opera di Edmond Rostand: attraverso giochi di ombre, pubblico praticamente a un passo dagli attori e pochi personaggi, tagliando quelli “meno importanti”.

Trasporre opere classiche e famose non è per niente facile, bisogna fare in modo che l’opera sia sì una visione personale per diversificarsi dalle solite rappresentazioni, ma senza dissacrare l’opera dell’autore originale. Il regista, Matteo Fasanella che interpreta anche Cyrano, sceglie un gruppo di attori tutti sotto i trent’anni, con il fisique du role giusto per le loro parti (una nota d’onore per il Cristiano di Gianpiero Botta), lasciando il testo originale di Rostand. Un testo difficilissimo che i protagonisti hanno interpretato ottimamente, rispettando appunto lo spirito dell’opera e di cosa voleva narrare Rostand.

Questo lavoro riesce quindi a mettere in risalto il genio, la virtù di un uomo (Cyrano è stato uno scrittore e poeta realmente esistito nel seicento) e di come il genere maschile possa venire accecato da un sentimento forte come l’amore, in un’epoca in cui l’uomo innamorato era protagonista per lo più  di commedie. Rostand aveva invece mostrato la parte tragica dell’amore, quello non corrisposto che fa stare male e che annebbia la ragione anche dell’uomo più lucido.

Fasanella con il suo Cyrano comprende in pieno ciò che voleva dire l’autore, sa che il messaggio non è solamente quello di non giudicare dalle apparenze e riesce perfettamente nell’intento di non travasare il significato originario contenuto nell’opera. Infatti Cyrano non è giudicato dagli altri come una cattiva persona, tutti sanno che è un uomo colto e studiato, il cui unico difetto è quello di avere il naso pronunciato e di essere permaloso riguardo a ciò che lui considera una maledizione, la sola ragione che lo frena dal dichiararsi a Rossana. Partendo da questa sua convinzione si limiterà soltanto ad aiutare Cristiano a conquistare l’amata Rossana, la cui capigliatura e il cui vestito per un momento sembrano ricordare molto quelli di Cersei Lannister; anche con le musiche si avverte una probabile strizzata d’occhio al Trono di Spade. Una teoria però smentita a fine spettacolo dall’attrice Virna Zorzan, anche se è stato divertente trovare una probabile “citazione”.

Può davvero l’amore portare un uomo a rinunciare al proprio viso? A spalleggiare il proprio rivale e ad aiutarlo perché non ci si sente all’altezza della persona amata? Domande che forse non troveranno mai risposta, ma che vengono ben rappresentate in questa ottima trasposizione.

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