“Qualcuno volò sul nido del cuculo”: all’Eliseo la trasposizione del cult movie di Milos Forman

“Qualcuno volò sul nido del cuculo”: all’Eliseo la trasposizione del cult movie di Milos Forman
"Qualcuno volò sul nido del cuculo", foto di scena

Ciò che più stupisce di questa stagione teatrale del Teatro Eliseo è la straordinaria continuità nel portare avanti delle tematiche, usando le varie drammaturgie come tesi da rielaborare o conferma-re.

E così, dopo Americani (qui la recensione), spettacolo di apertura che riadattava un testo di David Mamet alla realtà romana degli anni ’80, un altro caposti-pite della letteratura contemporanea statunitense viene presentato a Via Nazionale. Stiamo par-lando di Qualcuno volò sul nido del cuculo, romanzo di Ken Kesey reso poi celebre dall’omonimo film con Jack Nicholson, per la regia di Milos Forman.

Per proseguire su questa idea di continuità poi, non si può sottintendere il fatto che la regia della pièce venga affidata di nuovo ad Alessandro Gassmann, il quale dimostra ancora una spiccata sensibilità nei confronti di un problema scottante: le condizioni degli ospedali psichiatrici nell’Italia della Prima Repubblica.
Dopo il commovente La pazza della porta accanto (clicca qui per leggere l’articolo), che ripercorreva la drammatica esperienza di Alda Merini in manicomio, la stessa identica tragicità viene riproposto con la storia di Kesey, adattata da Maurizio De Giovanni.

Con una regia simile a quella proposta nel suo spettacolo precedente, costituita di crudo realismo e videografie evocative, Gassmann racconta la paura, l’incomprensione, la sofferenza in un ospedale napoletano nel 1982. Stavolta però il McMurphy di turno è uno scugnizzo napoletano di nome Dario (Daniele Russo), scapestrato e fumantino, che – più per autoconvincimento che per altro – ripente continuamente: «Je so’ pazzo». Un personaggio che sembra venir fuori dalle corde della chitarra di Pino Daniele, un Masaniello moderno che, proprio come nella canzone del compianto artista partenopeo, minaccia follie, si comporta da scheggia impazzita portando la rivolta nell’ovattato mondo ospedaliero.

Ma come ogni rivoluzione, dal fragore dei vetri rotti, dalle ceneri dei palazzi bruciati, anche quella di Dario è una rivolta che porta nuova vita. E così dal dramma della detenzione germoglia un sen-timento potente, quello dell’amicizia, della solidarietà tra gente incompresa.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è una di quelle opere d’arte che hanno dentro una straordinaria forza d’educazione civile, la rappresentazione dell’Eliseo conserva quella forza nella maniera più assoluta.

Teatro Eliseo
10 – 29 gennaio 2017

Qualcuno volò sul nido del cuculo

di Dale Wasserman

dal romanzo di Ken Kesey

traduzione Giovanni Lombardo Radice

adattamento Maurizio de Giovanni

Con

Daniele Russo

Elisabetta Valgoi

e con

Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso,

Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi,

Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook