‘Echoes’, il volto truce del bene

‘Echoes’, il volto truce del bene
"Echoes", foto di scena

Chiudete per un secondo gli occhi. Bene. Ora immaginate di trovarvi in un futuro non troppo lontano dai nostri giorni, annoverato come il più sanguinario nella storia dell’umanità.  Di questo mondo sradicato dagli antichi ideali di democrazia, contingentato entro venti blocchi governativi, voi rappresentate gli eletti; siete in pochi ad esser sopravvissuti allo sgancio di una bomba nucleare nel Sud East che ha raso al suolo un intero agglomerato urbano, annientando in un secondo un milione di persone: vite che avete visto svanire con la facilità con cui un bimbo spegne una candelina, in un soffio . Rimane il  dolore, il vuoto  e la  sconcertante domanda “ come siamo arrivati fin qui, come abbiamo potuto permetterlo?”.

E’ bene che sappiate, quindi,  che tutto ciò che avete immaginato fin a questo momento,  nello spettacolo Echoes, potrete viverlo  ad occhi aperti , con il privilegio che  il teatro distopico  vi riserva :di essere  testimoni di un dialogo che nella vita non potrete mai ascoltare ovvero l’intervista rilasciata dal colpevole della strage, il misterioso Echoh  a un giornalista,  De Bois.

Nella location scelta, Carrozzerie n.o.t , sarà impossibile per voi essere dei semplici spettatori : dovrete adeguarvi a varcare l’entrata e a non aspettarvi alcuna platea , né tantomeno un palco, solo una semplice struttura  di cemento armato, “bunker” di Ecoh,  con al centro un tavolo e i due uomini già  seduti, che aspettano solo voi per dare inizio al loro confronto. E’ la realtà che bussa al mondo della finzione  e sottostà alle sue regole del gioco : fine delle gerarchie, fine della lontananza che spesso disunisce il pubblico dagli attori,  e più che di “metateatro”, verrebbe sorridendo da ribattere “meta-realtà”.

Due nemici, De Bois,( interpretato da Stefano Patti), e Ecoh, (impersonato da Marco Quaglia) si contendono la scena :da un lato il volto manifesto del potere, della violenza cieca ed assassina, dall’altro il giornalista ,l’uomo probo, il giovane che porta su di sé il peso della morte dei propri genitori  e che cerca di mettere in luce le storture del tiranno nella corso della lunga intervista. Ma è davvero così netto il confine tra il bene e il male ? Difficile dirlo, eppure in Echoes, i ruoli di ribaltano, l’inquisitore diviene l’inquisito nel giro di pochi minuti , ed i due protagonisti si scoprono più simili di quanto non pensassero, due facce della medesima medaglia, due declinazioni diverse nel medesimo desiderio di potere.

E’ un mondo avariato dalla materialità in cui, come dice Stefano Patti, “il bunker diviene un ring“ in cui si scontrano le passioni più travolgenti e le paure più paralizzanti: c’è la Morte, il Timore, l’Amore e La fede cieca  in  nome di un Dio preso come bandiera” sotto cui vengono ad essere giustificati i crimini più efferati. Ma più d’ogni altra cosa c’è la crisi economica, il monopolio del denaro, la degenerazione del potere. Gli asserti dei due personaggi divengono echi disperati di un’umanità depauperata  del proprio valore, per l’errore di averne riposto troppo nelle cose che volevano tener strette a sé per sempre.

“Perche Echoes?”mi sono ispirato alla canzone omonima dei Pink Floyd, echi di reminiscenze provenienti dal passato“ ha affermato l’autore, Lorenzo De Liberato, parlando con noi di 2duerighe. Il titolo stesso diviene lo specchio della simbiosi dialogica che si instaura  tra i due protagonisti nel corso della rappresentazione: le  parole pronunciate da Ecoh, si riverberano, come un‘eco, nelle risposte di De Bois, nemici si, ma affratellati dalla medesima sorte, gli ultimi due tasselli che uniti  insieme, completano il macabro puzzle del futuro distopico dell’umanità .

Lo spettacolo, in scena dal 15 fino al 17 Dicembre, è un’occasione imperdibile non solo per chi di voi ama il teatro, ma per chi sa riconoscere e valorizzare il talento e le novità: la partecipazione è un merito al talento, all’ambiziosa trasformazione di uno spettacolo indipendente off in una produzione con un futuro e una continuità (secondo le modalità del Crowdfunding ), ma soprattutto a una plot avvincente, come una delle tante serie che potremmo vedere su Netflix, e a un’arte che continua a far riflettere e a porci domande, le cui risposte a volte,  valicano i confini del bene e male.

15 | 16 | 17 dicembre 2016

Marco Quaglia e Stefano Patti in

ECHOES

di Lorenzo De Liberato
regia Stefano Patti
voce di “Programma” Giordana Morandini

disegno luci Paride Donatelli

scene Barbara Bessi
costumi Marta Genovese

suono Samuele Ravenna

assistente alla regia Cristiano Demurtas

progetto grafico Simone Ferraro e Martina Mammola

social plan Cristiano Demurtas

progetto sostenuto da Carrozzerie n.o.t

residenza produttiva 2015/16 Teatro Studio Uno

regia e montaggio Teaser e interviste Federico Falcioni

cinematographer  Marco Reitano

Carrozzerie n.o.t

Via Panfilo Castaldi 28/a (Ponte Testaccio)

(+39) 347 189 1714 | www.carrozzerienot.com | [email protected]

Orario spettacoli: ore 21,00

Biglietti: intero: 12 Euro – Tessera Obbligatoria 3 Euro

Consigliata Prenotazione Telefonica – Ingresso Riservato ai Soci

 

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