“Le Bal”: quando la Storia diventa danza

“Le Bal”: quando la Storia diventa danza
"Le Bal" in scena alla Sala Umberto di Roma

L’11 Ottobre scorso il teatro Sala Umberto di Roma ha assistito al debutto di uno spettacolo davvero straordinario e fuori dalle righe: Le Bal. Titolo curioso per uno spettacolo teatrale, concepito dalla mente del francese Jean-Claude Penchenat, che attraverso questa formula teatrale di uno spettacolo interamente “danzato” è riuscito ad ottenere enorme successo nel suo paese. Ed infine attraverso l’adattamento del regista Giancarlo Fares, lo spettacolo è riuscito ad approdare anche al di qua delle alpi, in una versione totalmente italiana, raccontandoci la storia del nostro paese coprendo un arco che va dalle soglie della Seconda Guerra Mondiale fino alla caduta delle Torri Gemelle. Il format dello spettacolo è senz’altro congeniale, in quanto parla una lingua che può essere compresa da chiunque, in qualsiasi parte del mondo: il nostro corpo. Non a caso, infatti, è uno spettacolo in cui il passo di danza, il gesto, l’espressività mimico-corporea degli attori-ballerini divengono i veri e propri protagonisti, padroni indiscussi della scena. A conferma di questa presenza assoluta del corpo, troviamo degli specifici punti dello spettacolo in cui la musica termina e l’attenzione dello spettatore si condensa in maniera totale sulla corporeità degli attori. Corporeità sempre in movimento, ricca di significato e di intenzioni, che incarna e trasfigura dentro di sé la storia d’Italia dal Fascismo al boom economico, dagli Anni di Piombo alle Torri Gemelle. E’ uno spettacolo senz’altro corale, in cui gli attori-danzatori sembrano quasi respirare come un organico orchestrale, in cui vi è chi sul proscenio sostiene la melodia principale, chi sul fondo palco fa il basso continuo, chi infine si occupa dei controcanti. La regia di Fares tende anche ad esaltare certi aspetti antropologici dello spettacolo; le balere divengono un luogo in cui la tribù si riunisce, dove trova un propria identità nei riti d’iniziazione, ma soprattutto divengono un luogo d’incontro tra giovani, in cui ragazzi tentano di sedurre le ragazze, proprio attraverso quelle danze che, aldilà dei vari stili, sono un diretto retaggio di antichi riti che noi abbiamo mai del tutto dimenticato.

Il disegno coreografico dello spettacolo è stato curato da Ilaria Amaldi, ed attraversa i più svariati generi e stili: liscio, charleston, foxtrot, tip-tap, contaminazioni di balletto classico, fino alla techno.

Anche il disegno luci è stato fortemente suggestivo, incalzato dall’effetto scenografico del fumo in particolari scene, come quella della guerra, oppure dall’ambientazione dark degli anni Settanta, in cui, alla generale oscurità della scena, fanno da contrappunto delle torce elettriche.

Molto significativo il finale, in cui, dopo la caduta delle Torri Gemelle, piovono letteralmente dal cielo quegli stessi abiti con cui troviamo vestiti i nostri protagonisti all’inizio della pièce, negli anni Quaranta, e – con un finale ad anello – veniamo nuovamente catapultati nell’Italia di quegli anni, attraverso un sorta di eterno ritorno, quasi a voler rimarcare il punto da cui tutto è cominciato, le nostre stesse radici storiche. Ed è proprio questo connubio tra storia e danza, tra teatro e riflessione, a rendere Le Bal uno spettacolo straordinariamente evocativo.

LE BAL, “L’Italia balla dal 1940 al 2001” da un’idea di Jean-Claude Penchenat

Regia: Giancarlo Fares

Cast: Giancarlo Fares, Sara Valerio, Alessandra Allegrini, Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Vittoria Galli, Alice Iacono, Matteo Lucchini, Francesco Mastroianni, Matteo Milani, Pierfrancesco Perrucci, Maya Quattrini, Michele Savoia, Patrizia Scilla, Viviana Simone.

Coreografie: Ilaria Amaldi

Scenografia: Marco Lauria

Costumi: Francesca Grossi

Light Designer: Luca Barbati

Sound Designer: Giovanni Grasso

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