Go.Go.Go. il primo lavoro teatrale di Sokurov

Go.Go.Go. il primo lavoro teatrale di Sokurov
Foto: Giulio Favotto

Al Teatro dll’Arte di Milano, sino al 30 ottobre 2016, va in scena Go.Go.Go, il primo lavoro teatrale del regista russo Aleksandr Sokurov. Il suo cinema è contraddistinto dalla mescolanza metafisica tra l’onirico, la storia, la letteratura, le arti figurative e il teatro.

Anche in questo lavoro, che si ispira al testo teatrale di Iosif Brodskij (premio Nobel per la letteratura) Marmi e da altri suoi testi poetici, la struttura onirica è molto forte. In scena due protagonisti, Tullio e Publio, che, opposti per origine, cultura e carattere – romano il primo, barbaro l’altro, portano in sé anche il loro opposto. Hanno due volti e spesso si scambiano i ruoli. Parlano di arte, letture importanti che hanno ingerito, in un dialogo serrato, esasperato, pieno di retorica e privo di senso profondo. Recitano frammenti di versi, in tedesco e in russo. Pagine di libri importanti che hanno mangiato, rosicchiato con ingordigia, come topi. Sono infatti due topi con sembianze umane, o uomini con istinti animali. Si trovano sul palco che è una grande piazza di una città italiana, piena di gente che arriva per vedere un film di Fellini proiettato all’aperto. Le comparse arrivano in un movimento disordinato e poco armonico. Alcune si siedono, altre cantano “Marameo perchè sei morto”. Ci sono anche due soldati che parlano inglese-americano, simbolo, forse, di un potere militare. Sulla sinistra dei tavoli di un’osteria, sulla destra una sorta di tempietto con una statua di una santa. Sullo sfondo un monumento palladiano che il regista considera “ un miracolo, il culmine dell’impegno dell’uomo”. Se si facesse un accordo sul disarmo mondiale, continua, andrebbe firmato qui, a significare che ogni oggetto d’arte distrutto crea un vuoto colmato solo dalla bestialità della nostra natura. L’arte ci mantiene umani e di questo voglio parlare nel mio spettacolo, perché stiamo smarrendo i valori dell’umanesimo.

Peccato però che il lavoro lasci molto perplessi. Sembra assente un pensiero composito, organico. Risulta piuttosto una somma di atti recitativi, lontana dall’umanità dell’arte. Non si avverte infatti tensione, sentimento, ricerca. L’omaggio al Maestro del cinema italiano, Fellini, è forzato e resta un richiamo, cosi come l’entrata in scena di Anna Magnani.

Aleksandr Sokurov
Go. Go. Go
Brodskij Miraggi
Liberamente ispirato a Marmi ed altri testi di Iosif Brodskij

Con il patrocinio di Fondazione Brodskij / Joseph Brodskij Memorial Fellowship Fund

Progetto e regia
Aleksandr Sokurov

Testi originali e adattamento scenico di Aleksandr Sokurov e Alena Shumakova

Con Max Malatesta (Tullio) e Michelangelo Dalisi (Publio)
con la partecipazione di Elia Schilton (Iosif Brodskij)
e con Olivia Magnani (dal 7 al 21 ottobre) / Karina Arutyunyan (dal 22 al 30 ottobre) Paolo Bertoncello, Alessandro Bressanello, Giulio Canestrelli e con Piero Ramella

Spazio scenico & art direction
Margherita Palli

Assistenti alla regia
Simone Derai e Marco Menegoni
Traduzioni dei testi di Iosif Brodskij Gianni Buttafava, Fausto Malcovati, Serena Vitale per gentile concessione di Adelphi Editori

Video design
Federico Bigi / Apparati Effimeri e Matteo Massocco

Sound design
Mauro Martinuz

Maschere e protesi
Plastikart Studio | Zimmermann & Amoroso

Costumi
Sasha Nikolaeva

Luci
Fiammetta Baldiserri

Direzione tecnica
Paolo Casati

Assistente alla scenografia
Marco Cristini con la collaborazione di Giorgia Amabili

Make up
Carolina Cubria

Sartoria
Lara Friio e Giovanni Motta

Realizzazione scene
Props&Culture Opificio Milano e Palcobase Vicenza

Foto, documentazione e artwork
Giulio Favotto / Otium

Coordinamento di produzione
Virginia Forlani

Prodotto da
CRT Teatro dell’Arte

Commissionato da
Teatro Olimpico di Vicenza / Conversazioni 2016
con la collaborazione del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone

Teatro dell’Arte, Palazzo della Triennale, Viale Alemagna,6 – 20121 Milano

Ingresso
Platea 30 / 25 Euro
Galleria 20 / 15 Euro

Orari
Mar – Ven ore 20.30
Sabato ore 19.30
Domenica ore 16.00

Durata: 75 minuti

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