“Slurp”, ovvero l’arte del servilismo secondo Travaglio

“Slurp”, ovvero l’arte del servilismo secondo Travaglio
Marco Travaglio - foto Farina e Mao - Slurp - Ginevra 19 settembre 2015

In scena, per il secondo anno consecutivo, “Slurp” è la trasposizione teatrale dell’omonimo libro di Marco Travaglio che ci introduce negli ambiti più o meno nascosti del giornalismo che si inchina ai potenti di turno. Il giornalista piemontese, coadiuvato dall’attrice Giorgia Salari, con la sua competenza, la sua lingua tagliente ed il suo sbadato disincanto ripercorre quasi cento anni di storia politica elencando tutti quei giornalisti che sono caduti, più o meno consapevolmente,  nella malsana abitudine, tutta italiana, di incensare politici, imprenditori e manager sulla cresta dell’onda.

Si parte da Mussolini, che all’uopo aveva istituito il Minculpop per propagandare le sue gesta, per finire all’odierno Renzi che invece utilizza, come d’altronde i suoi predecessori, la televisione pubblica per dare spazio, troppo, al suo governo, mettendo da parte i personaggi scomodi.

Dagli anni ’70 con la Democrazia Cristiana agli anni ’80 con Craxi al quale si inchinò persino il grande Eugenio Scalfari, ci fu una gara per salire sul carro dei vincitori, per dirla alla Flajano. E poi di corsa verso Tangentopoli tutti ad incensare il pool di Mani Pulite con a capo Di Pietro che visse grandi momenti di gloria tra la carta stampata. Poi l’avvento di Berlusconi che impegnò tutti i mass media in una corsa all’idolatria il cui culmine giunse con Bruno Vespa che gli annusò la mano che “odorava di santità”. E poi Veltroni “Sveltroni”, Prodi, D’Alema e di nuovo Berlusconi e di nuovo Prodi tutti disegnati come personaggi ipercinetici, onnifacenti ed onnipotenti.

I giornalisti cambiano padrone senza soluzione di continuità e sono lo specchio di una Italia, ancor feudale, che si inchina, elogia e fagocita, con la stessa velocità con cui li esalta, i potenti ma che non capisce, o meglio non vuol capire e preferisce affondare la testa nella sabbia.

Si sorride, si ride a volte quasi fino alle lacrime ma è un riso amaro, una comicità che dovrebbe far riflettere.

Travaglio è giornalista competente, minuzioso, meticoloso e sardonico. Tiene bene il palco nonostante qualche sbavatura e qualche dimenticanza ma ci pensa una brava Giorgia Salari a rimetterlo in riga.

SLURP di e con Marco Travaglio – Teatro Vittoria di Roma dal 12 al 16 ottobre

Flavia Cataldi

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