“Ipazia. La nota più alta” di Tommaso Urselli al Teatro Pacta dei Teatri

Sul palco nero, rotoli di pergamene bianche sospesi nel tempo, frammenti di sapienza volati fino a noi, come cannocchiali rivolti verso la conoscenza o piccoli cannoni puntati, pronti a sparare sulla mediocrità, meschinità, intolleranza umana.
Già perché il sapere non dovrebbe avere religione, partito, stato. Se fosse una città sarebbe una geografia infinita di domande e risposte. E forse cosi poteva sembrare Alessandria D’Egitto nel IV secolo DC, con la sua celebre Biblioteca dove erano custoditi più di 490 mila pergamene.  Vi insegnava Ipazia, matematica, astronoma e filosofa  rappresentante della cultura pagana. Alla sua scuola vi partecipavano Greci, Macedoni, Egiziani e Ebrei. Sino a quando l’imperatore Teodosio I con i suoi editti del 391 e 392 dC, chiese che venissero distrutti “i culti e la saggezza pagana” . Cominciarono le profanazioni e le distruzioni dei templi, della biblioteca e dei maestri pagani. Fu cosi che Ipazia, divulgatrice di conoscenza fine a se stessa e quindi non asservita a religione o potere  e figura politica di rilievo proprio per il sapere e il dialogo, venne massacrata. La sua voce è stata riportata da “ Ipazia, La nota più alta”, lo spettacolo andato in scena dal 1 al 10 febbraio 2013 al Pacta dei Teatri via Lattanzio 58 a Milano.

L’Ideazione è di  Maria Eugenia D’Aquino, direttore artistico del TeatroinMatematica, che recita da sola sul palco dando voce ad Ipazia e ai personaggi che hanno intersecato la sua vita; la regia di Valentina Colorni; la scenografia di Andrea Ricci. Tommaso Urselli, che cura la drammaturgia, non vuole ricostruire pedissequamente la storia di Ipazia ma crea, per la sua voce spezzata, per la sua ostinazione nel diffondere il sapere incondizionato, una dimensione temporale priva di connotazioni temporali, restando cosi fedele alla filosofia neoplatonica che Ipazia incarnava, secondo cui il tempo è immagine dell’Eternità, Eternità in cui tutto si presenta come simultaneo.
Ecco allora che le voci uccise ieri, sono le stesse messe a tacere oggi.
Questo spettacolo si colloca all’interno del progetto DtD, Donne per un Teatro dei Diritti che il Teatro Pacta dei Teatri Oscar,  propone per il quarto anno consecutivo. Esso è uno spazio culturale comune dove con spettacoli, incontri, letture e proiezioni, organizzati in stretta collaborazione fra le diverse associazioni partner del progetto, si intende scambiarsi conoscenze, interrogarsi e ricordare. Tra le prossime iniziative di “Donne per un teatro dei diritti” segnaliamo dal 20 al 22 marzo 2013: Teodora di Maddalena Mazzocut-Mis, liberamente ispirato a Théodora di Victorien Sardou.

Raffaella Roversi
11 febbario 2013

 

PactadeiTeatri Oscar
Via Lattanzio 58, Milano. Tel 02.36503740. www.pacta.org
Convenzionato con : Pink Card, Esselunga”A teatro con Fidaty”, Fondazione Cineteca Italiana

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