“Cabaret”, la nuova edizione del musical al Brancaccio di Roma

“Cabaret”, la nuova edizione del musical al Brancaccio di Roma
Foto di scena del musical "Cabaret"

Cinefili o no, almeno una volta nella vita tutti abbiamo sentito parlare di “Cabaret”, film musicale del 1972, diretto e prodotto da Bob Fosse. Seppur con qualche dissenso da parte della critica, il film, che venne definito “il primo musical adulto” e fu acclamato a gran voce dal pubblico, riscosse un grande successo; in realtà la pellicola è un riadattamento dell’omonimo musical di Broadway del 1966, a sua volta ispirato ai racconti berlinesi di Christopher Isherwood, scrittore inglese che aveva vissuto il dramma della guerra; i racconti, infatti, trovano la loro ambientazione ai tempi della costituzione della Repubblica di Weimar nel 1931, prima dell’ascesa al potere del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler.

Il titolo del film del 1972 è famosissimo anche perché consacrò Liza Minnelli quale autentica star e icona del film musicale. Numerose sono state le edizioni del musical in tutto il mondo; negli ultimi anni, in particolare, degna di memoria è la versione di Sam Mendes, incredibile successo alle Folies Bergère di Parigi e allo Studio 54 di New York.

Durante la stagione teatrale 2015/2016, la Compagnia della Rancia sarà impegnata con un nuovo allestimento di “Cabaret”, spettacolo molto caro al regista teatrale Saverio Marconi e tanto atteso sui palcoscenici di tutta Italia; basti pensare che mancava dalla circuitazione nei teatri da oltre vent’anni in quanto l’edizione 2006/2007, che vedeva come protagonista l’amata Michelle Hunziker, aveva toccato solo Milano e Roma. Ora, dal prossimo 7 ottobre al 18 ottobre 2015, lo spettacolo calcherà il palcoscenico di uno dei teatri più amati di Roma, il Teatro Brancaccio. «Per tre volte, nel corso della mia carriera, ho deciso di mettere in scena questo musical, in tre periodi differenti della mia vita. Uno spettacolo che conosco molto bene, e a cui tengo molto, che questa volta, dimenticati i riferimenti al film, ho messo in scena con una nuova e profonda sincerità nell’affrontarlo. Una lettura più dura, con alcuni momenti di teatro nel teatro, molto più attuale, dunque, che costringerà gli spettatori a mettersi di fronte alla tendenza di oggi a lamentarsi, senza però mai reagire per cambiare davvero. Ho pensato e firmato a quattro mani con Gabriele Moreschi una scenografia che “abbraccia” il palcoscenico, una pedana, un vecchio sipario, le tavole consumate e intrise di memoria: è così che ogni sera si rievoca un periodo storico, attraverso quella musica, quelle storie che – come in un girotondo schnitzleriano – continuano ancora oggi il loro racconto, senza soluzione di continuità e di emozioni.
Insieme a un cast straordinario, raccontano di un’indifferenza colma di paure ed egoismo, con la speranza che, al prossimo giro, per una volta vinca il coraggio di affrontare la realtà.
A 25 anni di distanza dal debutto di “A Chorus Line”, il mondo, fuori e dentro i teatri, è cambiato.
Ma c’è una cosa che non è cambiata e credo che questo sia un tema che non muore mai: l’indifferenza della gente che non si occupa (o preoccupa) di quello che gli succede intorno se non ne viene toccata direttamente. Allora nacque il nazismo, oggi cosa nascerà?
» ha commentato Marconi in una nota di regia.

Berlino dei primi anni Trenta. Prima dell’ascesa del Terzo Reich, il giovane romanziere americano Cliff, interpretato da un talentuoso Mauro Simone, è a Berlino in cerca di ispirazione e nel trasgressivo Kit Kat Klub incontra Sally Bowles, nei cui panni è calata una perfetta Giulia Ottonello. Tra i due inizia una relazione tempestosa; ma la storia non si conclude qui: sullo sfondo dell’avvento del nazismo, infatti, si intrecciano le storie di altri personaggi (Altea Russo/Fräulein Schneider, Michele Renzullo/Herr Schultz, Valentina Gullace/Fräulein Kost). Neanche l’ambiguo e stravagante Maestro di Cerimonie del Kit Kat Klub, nel cui ruolo troveremo uno straordinario Giampiero Ingrassia, peraltro graditissimo ritorno dopo il successo di pubblico e critica di Frankenstein Junior, riuscirà a far dimenticare al pubblico che la violenza e la furia hitleriana stanno per abbattersi sulla Germania e sulle loro vite.

Il testo di Joe Masteroff, con le musiche di John Kander e le liriche Fred Ebb, è un classico del teatro musicale e vanta una magnifica colonna sonora, a diritto entrata nel patrimonio dei musical grazie a brani intramontabili come “Mein Herr”, “Money Money”, “Maybe This Time” (“Questa volta”) e “Life is a cabaret” (“La vita è un cabaret”), interpretati in questa nuova edizione dalla strepitosa voce di Giulia Ottonello.

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