“IL MONDO NON LO ACCETTA”: IL DE PROFUNDIS DI ANTONIO NOBILI AL TEATRO FURIO CAMILLO DI ROMA

“IL MONDO NON LO ACCETTA”: IL DE PROFUNDIS DI ANTONIO NOBILI AL TEATRO FURIO CAMILLO DI ROMA

Raffinata rivisitazione del De Profundis quella messa in scena stasera al Teatro Furio Camillo di Roma da Antonio Nobili. Il regista e attore racconta, con profonda sensibilità, un tema sempre attuale, quello dei “diversi”, interpretando con grandissima sensibilità la lettera che Oscar Wilde scrisse per il suo amato Bosie durante la prigionia dopo la condanna per “gross indecency”.

Il mondo non lo accetta”, dice la Coscienza, interpretata da una convincente Martina Mastroianni. E il mondo infatti non accetta tutto ciò che è diverso dalle convenzioni, così nel 1897 nel putrido carcere di Reading, così fino al nostro tempo è inviso tutto ciò che distingue, che è segno distintivo di un pensare, agire, sentire ed amare che esce fuori dai binari che pregiudizi e ipocrisia dettano.

Prima come adesso, il diverso è messo al bando perché è l’unico che ha il coraggio di osare, che non ha paura della sua diversità ma proprio in questo si trova la sua debolezza.

12516434_10209098244792120_1604765899_nQuesto Oscar Wilde mette in luce l’aspetto del travolgente dolore per il tradimento del voltagabbana Bosie che descrive in tutta la sua fragilità, fragilità che non aveva voluto vedere quando gli era accanto nei momenti felici. Ciò nonostante il suo pensiero, anche nei giorni più bui della sua esistenza, Wilde lo dedica nel compiangere il suo amante, prima elencandogli le differenze intellettuali e comportamentali fra loro poi, quasi commiserandolo, commisera se stesso per la sua infinita debolezza nell’aver ceduto ad ogni richiesta del giovane.

Cerca di perdonarlo e quindi di perdonarsi perché il momento della contrizione è il momento dell’iniziazione. Di più: è lo strumento con cui muta il proprio passato. Deve convincersi Oscar a lasciar andare, a dimenticare chi ha più amato che lo ha annientato nel cuore e nella società ed accettare la fallibilità dell’animo umano, soprattutto la propria.

Eccellente tutto il cast: la delicata Constance, Elisa Lombardi, “che non pensa di essere l’unica ma almeno speciale” trasmette l’amore ferito di una donna amata come una sorella; l’azzimato Bosie, Matteo Maria Dragoni, è il perfetto opportunista nella postura e nelle movenze. Il rude e rozzo Lord Queensberry, Alberto Albertino, che rispecchia alla perfezione l’omofobo dei nostri tempi assieme a Sybil, la mamma di Bosie, Mary Ferrara, una donna che sa cosa è l’amore.

Particolari le figure dei carcerieri, l’uno specchio della corruzione, avido e perfido nella sua pochezza; l’altro, Alessio Chiodini, poeta mancato dalle traversie della vita che, attratto dalla genialità di Wilde, cerca di aiutarlo ma poi torna tristemente nel suo mondo.

Si replica stasera, sabato 19 marzo ore 21,00

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