TACCHI MISTI: uno spettacolo tutto al femminile!

E’ stata una scelta intelligente quella del Teatro Due Roma.

Per inaugurare la terza edizione della rassegna “Sguardi S-velati – punti di vista al femminile”, ha infatti optato per uno spettacolo effervescente che, dal 2 al 14 ottobre, ha riempito la sale di occhi sorridenti e ipnotizzati.

La commedia, costruita sulla sequenza esplosiva di sedici monologhi, è tratta da “Accessories30 Monologues for Women ” di Gloria Calderòn Kellet, scrittrice e co-produttrice della serie statunitense “How I met your mother”. Sul palco i “tacchi misti” di Carla Ferrero, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia e Silvia Siravo, con la strepitosa regia di Ferdinando Ceriani,  ci regalano, così, una carrellata di personaggi femminili, che appaiono e scompaiono sul palco, sfilando a ritmo di applausi e risate.

I sedici volti che si distribuiscono i minuti non sono però donne comuni. Nelle loro parole e nella loro personalità c’è qualcosa di ricercato che evita allo spettacolo di scadere nella banalità. I personaggi portati in scena risultano curati, definiti, ma soprattutto compresi e obbligano gli spettatori ad ascoltare le loro debolezze, le loro problematiche e i loro più celati segreti. Sembra doveroso che ad aprire le danze con i primi due paia di tacchi siano proprio una Dea, colei che ha generato tutte noi, le nostre ansie senza fine, fissazioni e bisogni e la prima Donna in assoluto, Eva. Dopo questa breve, ma intensa, parentesi religiosa la marcia riprende con la vigilessa, la fidanzata lasciata, la casalinga perfetta, la donna incinta, l’insicura, l’adolescente, la donna in carriera…apparendo e scomparendo nell’arco di 10 minuti che però sembra protrarsi per molto di più. E mentre queste istantanee ti scorrono davanti, incitate dalla musica e da qualche balletto che insaporisce il tutto, chi siede in poltrona, uomo o donna che sia, ha il tempo per riconoscersi, esorcizzarsi e prendersi gioco di se stesso.

Tacchi misti è stato davvero un cocktail vincente che vuole essere bevuto più e più volte e dodici giorni sono davvero troppo pochi. Un vortice di battute ironiche, coreografie divertenti, costumi mordaci e attrici incisive ti risucchia dall’inizio alla fine e non lasciandoti  nemmeno la voglia di liberartene.

Chiara Cerini

21 ottobre 2012

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