Omaggio di Milano a Peter Brook

Il Piccolo presenta domenica 7 ottobre il film “The Tightrope” alla presenza del regista

Domenica 7 ottobre alle 20 al Piccolo Teatro Strehler, il regista britannico Peter Brook, che 40 anni fa vi aveva presentato il suo primo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate”, sarà presente alla proiezione di “The Tightrope” film diretto dal figlio Simon e realizzato grazie a Ermanno Olmi e Luigi Musini, produttore di Cinemaundici. Il titolo italiano è “Sul filo” e rende l’idea di cosa significhi per il grande regista fare teatro. Esso deve essere vero, reale e non scivolare né nella tragedia, né nella commedia, deve cioèmuoversi costantemente “sul filo” del rasoio, per non scivolare da una parte o l’altra.

Per la prima volta Brook lascia che il figlio, Simon Brook, penetri nel suo atelier parigino e con gli occhi nascosti delle macchine da presa, segua l’intero processo creativo del gruppo da lui diretto, facendo emergere anche l’ idea di teatro del padre.

Essa risente del teatro povero di Grotowsky, che voleva una scena priva di orpelli riempita solo dalla “fisicità” dell’attore; di quello epico di Brecht, dove l’attore deve più raccontare che incarnare, suscitare riflessione o giudizio più che identificazione da parte del pubblico; di quello della crudeltà di Artaud, che voleva un teatro lontano dalla tirannia del testo dove la rappresentazione diventasse astratta e metafisica, fondendo gesto, movimento del corpo, luce e parola.

Al termine della proiezione, presentata in anteprima mondiale allo scorso festival di Venezia, è in programma una conversazione di Peter Brook con Ermanno Olmi. L’ingresso è gratuito con ritiro del biglietto e assegnazione del posto (Biglietteria Piccolo Teatro Strehler, Largo Greppi, informazioni tel. 848 800 304 oppure 02 72 333 313). L’omaggio di Milano a Peter Brook, prevede anche, sempre domenica 7 ottobre allo Strehler, alle 15, la proiezione di “Tell Me Lies”,film diretto da Brook nel 1968 e recentemente restaurato, che trae spunto dal conflitto vietnamita per denuciare l’assurdità della guerra (ingresso libero).

Raffaella Roversi
5 ottobre 2012

 

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