Effetto Lucifero ai Filodrammatici: rappresentazione di un comune campione di umanità

Lo spettacolo comincia: palco buio, ombre, un rumore assordante di pioggia scrosciante. Forse è lei la prima attrice non vista, ma avvertita dagli spettatori, lei, la pioggia, ostinata, umida, invisibile che lava tutto, finanche le coscienze.

Poi si avvertono voci di uomini, sei sconosciuti che cercano riparo all’interno di una casa, dopo averne rotto un vetro. E si incontrano cosi, per caso; lo stesso caso beffardo fa trovare loro una tavola apparecchiata per sei cui si siedono attorno e mangiano e ridono.

Ma poi anche …..sei tute, tre blu e tre beige, tre chiavi, tre camere da letto, tre brande su cui riposarsi. Ma è un caso, o vuol forse dire che tre uomini hanno un privilegio rispetto agli altri tre? che tre valgono di più, che a loro sono promessi vantaggi che gli altri tre non possono avere? Gli invisibili padroni di casa infatti, fanno trovare messaggi ai tre con la tuta beige, che cominciano a sentirsi eletti. È il colore della loro tuta che fa la differenza, che li fa sentire superiori, diversi, e delegati dall’autorità. E gli altri tre diventano “stranieri”, intrusi. E, come ricorda Primo Levi,“ogni straniero” è nemico.

Questa è una convinzione che giace latente in fondo all’animo umano, anche in tempo di pace. Ma quando scoppia, avvalorata dall’accettazione di una qualsiasi autorità, allora si apre la strada che mira alla distruzione dell’altro: umiliazione, offesa, degradazione, derisione, prostrazione, bestialità. Queste sono le tappe che subiscono i tre con la tuta blu, con in sottofondo il rumore assordante della pioggia. Quando si è stabilito l’ordine, quando finalmente i tre con la tuta blu sono stati incatenati ed è stato loro vietato finanche di sognare, si ritornano a sentire i grilli e le cicale. Sembra tornata la pace ed i tre con la tuta beige, aguzzini soddisfatti, attendono il ritorno dei padroni di casa per essere premiati. Attendono in silenzio e il silenzio è anche quello delle loro coscienze su cui calano le tenebre del dubbio oltre che il sipario.

Diretto da Andrea Lapi, Umberto Terruso e Dario Merlini, che ne ha scritto il testo, Effetto Lucifero, va in scena dal 2 al 13 Maggio al Teatro Filodrammatici di Milano. È una produzione Teatro Filodrammatici e Òyes, associazione culturale di ex-allievi dell’Accademia dei Filodrammatici costituitasi nel novembre 2010 per la voglia di approfondire il tema dell’Autorità, dell’ubbidienza e della responsabilità. Tali temi sono già stati trattati da esperimenti sociali condotti, tra l’altro, dagli americani Milgram e Zimbardo.

Lo spettacolo prende spunto proprio dall’Esperimento Carcerario di Stanford dove Zimbardo suddivise un gruppo di normali studenti arbitrariamente in “guardie” e “carcerati”. L’esperimento, fu interrotto dopo soli cinque giorni: i partecipanti avevano preso talmente seriamente i rispettivi ruoli, pur sapendo di far parte di un “gioco”, da obbligare lo scienziato a fermarli per salvaguardarne l’incolumità fisica e mentale. La conclusione di Zimbardo è stata che l’identificazione e l’obbedienza ad una autorità riconosciuta, induce a violare i propri principi morali cui si abdica in favore degli scopi e delle azioni del gruppo. Con la conseguente perdita di responsabilità personale.

Progetto vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2010.

Testo finalista Premio Riccione-Tondelli.

 

Info:

Teatro Filodrammatici via Filodrammatici, 1 – Milano

martedì ore 20.45 – mercoledì ore 19.30 –

giovedì, venerdì, sabato ore 20.45 – domenica ore 16.00


Raffaella Roversi

5 maggio 2012

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