Modì, il Musica(l) sull’amore più struggente della storia dell’arte

Fino al 6 maggio è possibile vivere la storia d’amore più struggente della storia dell’arte, grazie al Teatro Leonardo a Milano, attraverso lo spettacolo dal titolo: MODÌ, musica(l) per anime a colori. Un musical sulla drammatica storia di uno degli artisti più rilevanti di inizio Novecento: Amedeo Modigliani; regia, libretto, musiche e testo sono affidati a Gipo Gurrado, la rappresentazione, prodotta da Tiktalik Teatro e dalla Compagnia Odemà porta in scena attori e musicisti per presentare al pubblico un evento innovativo e accattivante.

L’occasione nasce dalla rilettura di Gurrado della vita artistica di Modigliani, tutto ciò porta alla sua rappresentazione in forma di musical dalla partitura musicale continua. La vita di questo artista è fatta di eccessi, della sua passione per l’autodistruzione. Di lui si è parlato e scritto in diversi campi ed epoche, forse perchè la storia di Amedeo così struggente, non racconta solo la nascita di un mito, ma descrive cosa si cela dietro la necessità di fare arte, una necessità quasi vitale.

«La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno» scriveva Modigliani sul ritratto della modella Lunia Czechowska. Una vita quella di Modì, travagliata fin dall’infanzia. Costretto spesso in casa a causa della salute cagionevole, sin dalla più tenera età mostrò grande interesse per il disegno. Nel 1902 si iscrisse alla Scuola libera di Nudo di Firenze, per poi trasferirsi a Venezia, dove conobbe l’alcol e droga, i suoi prossimi compagni di vita nella Parigi che lo ospitò dal 1906.

In questa città conobbe molti artisti e incontrò Jeanne Hébuterne, l’amore della sua vita; da questa giovane pittrice ebbe una figlia e Jeanne gli restò accanto nonostante i suoi vizi e la sua depressione. Modigliani morì nel 1920 a soli trentacinque anni, lasciando una figlia di 20 mesi e sua moglie Jeanne incinta del secondo figlio, due giorni dopo la sua tragica morte si suicida nella casa dei suoi genitori.

Modì è un musical che non ha nulla di simile rispetto a tutti gli altri musical, perchè Modigliani non aveva nulla a che vedere con tutti gli altri pittori della sua epoca. Attraverso la partitura musicale continua, Modì mette in scena questo epilogo affascinante, senza l’utilizzo di alcuna ricostruzione storica, musicale ed estetica, procedendo per macchie di ricordi, proprio come se fosse un ritratto dipinto dall’artista stesso.

Scene semplici, quasi solo per spostare l’attenzione perennemente sugli attori, quasi solo per raccontare senza alcun artifizio, solo attraverso musica e parole, una storia tragica e inquieta. Nella fioca luce di un atelier d’artista viene raccontata la storia di un’artista, la storia di un’amore  senza precedenti e senza scampo; Jeanne è lì, messa nell’angolo ad ascoltare e osservare il suo amore che muore a poco poco, il finale dell’opera è commovente, le anime inquiete, Modì morto precocemente di malattia, Jeanne morta suicida si rincontrano per cantare e osannare quell’amore deleterio e distruttivo che li ha accompagnati nella vita terrena.

Un musical da non perdere, un evento che resterà in programmazione solo per pochi giorni, un connubio perfetto tra musica e arte, per una volta insieme attori e musicisti per raccontare una storia d’altri tempi, per raccontare il male di vivere.

Info spettacolo:

Teatro Leonardo da Vinci – Via Ampère, 1 – Milano

3, 4 e 5 maggio ore 20.45, 6 maggio ore 16.00

[email protected]

Lucia Arezzo

3 maggio 2012

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