Sergio Cammariere, travolgente al Bellini di Napoli

Grande musica d’autore lunedì 23 aprile 2012 al Teatro Bellini di Napoli. Sergio Cammariere con suggestioni travolgenti  ha saputo inebriare il pubblico napoletano. Un’avventura musicale ricercata, fatta di improvvisazioni con l’amico Olen Cesari al violino ed in completa sintonia con tutta la sua “family”: Fabrizio Bosso alla tromba, Bruno Marcozzi alle percussioni, Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso.  Con ritmi caldi ed intimistici, intrisi di jazz e sfumature bossanova, di samba e ritmi balcanici, di musica classica e progressive,  di blues e ballata e con richiami anche al Marocco, il cantautore calabrese ha coinvolto in toto gli spettatori del parterre.

Un live tanto atteso,  prodotto da International Music & Arts, iniziato il 18 marzo al Teatro comunale di Carpi, replicato il 19 marzo a Bologna all’EuropAuditorium, il 1 aprile all’Auditorium Parco della musica di Roma, il 5 aprile al Teatro degli Arcimboldi di Milano ed il 14 aprile a Padova al Gran Teatro Geox.

Dopo la scomparsa dell’amico regista, scenografo ed artista delle luci Pepi Morgia (a cui Sergio Cammariere ha dedicato il suo ultimo disco) avvenuta il  19 settembre 2011, il progetto scenico è stato affidato all’artista Peter Bottazzi che audacemente e con ironia ha allestito il palco con trame oblique fatte da brache, calzoni corti e cravatte creando uno scenario atemporale.
La sospensione del tempo ha dunque fatto da cornice all’immortale poesia italiana raccontata con musica e parole. E quando  “nel clamore bugiardo del mondo suona il refrain” l’astratto si unisce al concreto dando inizio all’esibizione. L’intensa magia  del pianoforte e la “danza segreta dell’anima limpida” dell’artista introducono la delicata Thomas  omaggiando la terra norvegese.

Quando è “luce profonda ed è di nuovo il mattino”  ci si ritrova  su “Spiagge lontane”.  “Colpisce alle spalle l’eterna sorpresa”  ed arriva “Ogni cosa di me” proseguendo l’inebriante contaminazione tra vecchio e nuovo. Il “Cantautore piccolino”, con complicità ed alchimia, duetta con Fabrizio Bosso regalandoci una bellissima interpretazione di The Nearness of you. L’atmosfera si riscalda ed arriva sul palco il camaleontico Olen Cesari che, con il suo violino trasparente e note rubate al pubblico,  improvvisa un duetto fatto di dialoghi musicali inventati al momento coinvolgendo il pubblico in sala. Profonda versatilità e talento per questo artista albanese che si rivela, come sempre, un grandissimo virtuoso del violino ed un incredibile improvisateur  regalando una versione rivisitata dell’Ave Maria di Franz Schubert. I “giocattoli” del percussionista abruzzese Bruno Marcozzi entrano in scena a pieno quasi sul finale. Bacchette, spazzole e battenti, tra suoni acuti e gravi, concedono musicalità  brasiliane tipiche di “Brasil” suo nome d’arte.  L’esibizione scorre allegra ed una standing ovation arriva  con il  tributo a Vinicius De Moraes interpretando, con testo in italiano di Sergio Bardotti e Nini Giacomelli,  “Com’è che ti va” . L’avventura musicale di Sergio Cammariere  continua e con estrema naturalezza, chiuse le luci della ribalta, l’artista decide di ritornare in scena per regalare ancora musica con personalità complessa e multiforme. “Notte che spazia e che profuma …  passo passo a ritmo inesorabile”arriva “Transamericana”.

“Balla e non fermarti mai… Ogni passo è un canto” questo l’invito alla danza che permette al pubblico di ballare sulle note di una samba estemporanea. Il “cuore è a festa” ed è così che l’eclettico artista crotonese saluta la platea con uno spirito intriso del calore partenopeo.

Monica Pezzella

27 aprile 2012

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