Al Teatro Diana la musica di Joe Barbieri

Un respiro lento, profondo e travolgente è stato emanato ieri sera, 16 aprile 2012, al Teatro Diana di Napoli per la prima teatrale dell’artista Joe Barbieri. Immerso, ancora a metà nelle vertigini dell’emozione, il cantautore napoletano, ha ringraziato il pubblico con una trasparente sensibilità vibrante travolgendo la platea che ha risposto con un applauso intenso di ringraziamento per il suo ritorno sulla scena musicale dopo due anni di assenza. Un’ esecuzione artistica carica di entusiasmo. Voce ed anima coniugate all’ unisono per regalare magicamente melodie musicali con la tutta la  semplicità artistica del cantautore.

Pacato sul palco, in camicia bianca, bretelle e cravatta, ha eseguito timidamente con la sua chitarra le canzoni che compongono il suo ultimo album: Respiro. Con un incipit  invitante:  “Zenzero e cannella”  ha poi attraversato il “Microcosmo” della sua produzione riproponendo alcuni brani che hanno permesso  a Barbieri di farsi avanti sulla scena musicale non solo italiana ma anche estera. Il tour estivo, difatti, si svolgerà attraverso l’Europa sino ad arrivare al Nord America; passando per il Giappone, dove il tour di “Respiro” si sposterà a fine aprile per una serie di concerti al prestigioso Cotton Club di Tokyo. Uno spettacolo costruito su contrasti dolci coadiuvato in modo sinergico da Antonio Fresa al pianoforte, Giacomo Pedicini al contrabbasso, Gianfranco Campagnoli alla tromba, Stefano Jorio al violoncello, Sergio Di Natale alla batteria e Luigi Scialdone alle chitarre e percussioni. Con una eccellenza sopraffine il concerto è andato avanti da sé in un crescendo di emozioni.
Tutti gli artisti erano perfettamente armonizzati tra loro e l’inebriante suono degli strumenti hanno accompagnato magnificamente l’anima ed  i pensieri dell’artista tramutati in musica. L’inizio di un  nuovo viaggio artistico, quello di ieri sera, per Joe Barbieri. Un momento d’oblio che ha fermato il tempo. Per  circa due ore, l’entertainer consenziente ha trasportato lontano dalla realtà fugace il pubblico che,  attento e caloroso, ha  ricominciato a “respirare” riscoprendo “tra le dita un’anima opaca da troppa ragione” lo “spazio sparuto e vastissimo”  del proprio cuore. Un concerto-dialogo che ha raccontato l’amore con una non consueta sensibilità poetica ricca di pathos  capace di toccare le corde del sentimento e delle emozioni. Un “prolonged applause”, da parte degli spettatori, ha riportato sul finale il cantautore sul palco che ha regalato ancora musica con l’interpretazione della delicata “Normalmente” dal capolavoro Maison Maravilha,  Wanda (stai seria con la faccia), Microcosmo e Finisce qui.
Nel segreto di un silenzio il sipario si è chiuso definitivamente. Chi ha ascoltato si è riconosciuto nei monologhi dell’anima del cantautore modellandosi alle sue parole vestite di poesia. A conclusione del viaggio non resta che riconciliarsi con la vita e meditare su ciò che Joe Barbieri ha riportato sul retro del suo album:
 “Finché una persona parla, non può respirare.
Perciò sacrifica il respiro alla parola.
Inoltre, finché una persona respira, non può parlare.
Perciò sacrifica la parola al respiro.”
(Kaushitaki Upanishad)

Monica Pezzella

17 aprile 2012

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