“Il ritorno”, un tuffo nostalgico nel passato

Passato e presente si fondono per dar vita, al Teatro Parenti, a “Il ritorno” di Carlotta Clerici, autrice italiana di Como conosciuta soprattutto in Francia, dove opera e vive da lungo tempo. Dopo il debutto nel 2005 a Parigi in lingua francese, la nuova commedia della drammaturga italiana, presentata in prima assoluta per l’Italia al Teatro Studio-Comunale di Bolzano in novembre, è ora protagonista, sempre per la regia di Marco Bernardi, a Milano, in una location rinnovata e accogliente.

La storia ha come protagonisti sei amici di infanzia che si ritrovano, quarantenni, nel posto che li ha legati in gioventù: la terrazza dell’Hotel Dulac che si affaccia sulla distesa tranquilla di un lago. Anne (Sara Bertelà) e Matthieu (Roberto Zibetti) sono gli unici che hanno abbandonato la loro terra natia, la prima, infatti, vive a Parigi cercando, invano, di diventare un’attrice di spessore, il secondo invece ha sfidato la sorte con la moglie (Valentina Bardi) in Nuova Caledonia dove possiede un albergo lussuoso. A differenza gli altri, Pierre (Roberto Tesconi), Nathalie (Giovanna Rossi ), Guy (Angelo Zampieri ) non hanno subito un vero cambiamento, sono rimasti impassibili al trascorrere del tempo nel luogo che li ha visti nascere.

Discorso a parte deve essere fatto per Yann (Corrado d’Elia), figura ormai disillusa, arreso di fronte all’avversità della vita, circoscritto in un posto che odia ma che allo stesso tempo non abbandona. Fautore lui stesso di un destino ostile, abbandona la passione della pittura per passare le intere giornate all’Hotel Dulac, di sua proprietà, dedicandosi a giri in barca a vela e giochi d’azzardo. Di rilievo la figura della signora Richard, interpretata in maniera sublime da Aide Aste, anziana cliente dell’Hotel per la quale il tempo non esiste e si è fermato a vent’anni fa. Quest’ultima, personificazione del futuro dei protagonisti, si contrappone al quella del loro passato: Julien (Fabrizio Martorelli), giovane aitante, nel pieno della fase caratterizzata da briosità, speranza e voglia di crescere.

Il pretesto dell’incontro è la vendita all’asta dell’Hotel, perso da Yann a causa di un debito di gioco. I sei amici si ritrovano così a rivivere con una nostalgia impetuosa le stesse situazioni di un tempo, riaffiorano gli amori, le passioni e l’amicizia. Come se il tempo non fosse mai trascorso, i protagonisti della commedia cercano di rivivere, per l’ultima volta, i vecchi tempi. Tra un notte d’amore, aperitivi alcolici e giri in barca a vela la commedia si porta all’epilogo che lascia un retrogusto amaro. L’amore rimane un tema irrisolto, ognuno riparte con le ferite amorose aperte, i personaggi non crescono anzi Anne, piena di sé uscirà distrutta e claudicante, il destino dei sei personaggi è affidato, nel finale, totalmente all’immaginazione del pubblico.

La scena che si svolge in cinque giorni, riesce in maniera abile a percorrere tutti gli anni addietro. La scenografia di Gisbert Jaekel che sembra toccare il pubblico, i dialoghi e le battute attribuiscono
un valore più cinematografico che teatrale. Vite, partite dallo stesso luogo, si ritrovano a mettere a confronto i diversi percorsi che le hanno contraddistinte. I vent’anni, età delle mille possibilità, son passati, ognuno ha scelto la propria strada; la spensieratezza, l’immagine del futuro ormai sono alle spalle, ora è il momento del bilancio. Con riferimenti a Čechov, paragonata al film Il grande freddo, ambientato ai giorni nostri, questa commedia si presenta in una veste apparentemente leggera che lascia trasparire temi che chi prima chi dopo deve affrontare.

Informazioni:
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo  14 – Milano
Sala Grande
Mart, giov, ven, h 21.15 merc, sab h 19.30 dom h 16.30;
Prezzi: da 40€ a 10€
Orari biglietteria: lun – dom 10.00 -19.00 02.59995206
www.teatrofrancoparenti.it

Alessandra Pizzilli

31 marzo 2012

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