Cirque Éloize agli Arcimboldi: nel movimento, la redenzione

Da giovedi 8 marzo, sino a domenica 11, gli Arcimboldi ospitano il Cirque Éloize, compagnia canadese capace di ricodificare il modo di pensare e avvicinarsi alle arti circensi. La compagnia infatti, attraverso il movimento, combina le stesse con musica, danza, teatro e scenografia, in un quadro magico dove la teatralità non soffoca mai l’umanità traspirante.

ID, lo spettacolo in scena agli Arcimboldi, è ambientato nel cuore di un paesaggio urbano. La città, l’economia, quel progresso tanto osannato che avrebbe dovuto tranquillizzarci, hanno generato inquietudini, paure, hanno squarciato gli animi. Le sirene ululano, i rumori della città sono assordanti, incalzanti, minacciosi. Profili di gru possenti si stagliano su un cielo plumbeo, soffocante. I giovani si passano accanto, raramente si incontrano, talvolta si amano. La comunicazione verbale è insistente, cosi soffocata da rabbia e violenza.

Allora si parla attraverso se stessi, con il proprio corpo, a gesti, scatti, talvolta quasi come marionette senza fili dell’era cibernetica. Ma poi si scopre che il corpo offre un linguaggio senza confini. Un oggetto vive solo se ha un nome che lo designa, ma con il corpo si va oltre. Esso consente sfide e linguaggi infiniti. Ecco allora acrobazie di ogni tipo, linee corporali che si snodano, cerchi sospesi nel vuoto dove corpi flessuosi si aggrappano.

Parafrasando una battuta fortemente infelice di una persona granitica come una montagna, si potrebbe dire che questo spettacolo non nasce da chi ha conosciuto “la monotonia del posto fisso”, ma al contrario, da chi, dopo un momento di smarrimento di fronte alla fluidità inarrestabile della vita di oggi, per placare l’ansia dentro, preferisce fare acrobazie, salti nel buio, contorcersi, pur di non soccombere.

La forza vitale e artistica di questo grande spettacolo, sta nel dare risposte tra magia e metafore, all’ansia di oggi. Tutto deve essere rivisto e ricodificato: il salto con la corda, la bicicletta, finanche una sedia, non sono più gli oggetti conosciuti da chi è cresciuto “con il posto fisso”, perché niente può più restare come era.

Un plauso a questa compagnia e al suo regista, il canadese Jeannot Painchaud, anche direttore Artistico di Cirque Éloize, che hanno fatto di questo spettacolo una metafora di oggi: vivere intensamente nel presente, combattendo ansia e disperazione con il movimento. Nell’azione c’è la redenzione.

Spettacolo consigliato ai giovani che vi ritroveranno spaccati della loro vita e ai non più giovani che vogliano davvero capire come vivano i giovani di oggi.

Teatro degli Arcimboldi Viale dell’Innovazione, 20 – 20126 Milano
Tel. 02.64.11.42.212/214www.teatroarcimboldi.it

Raffaella Roversi

9 marzo 2012

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