La Madre -‘i figlie so’ piezze ‘i sfaccimma – al CRT

Dal 24 al 29 febbraio 2012 al Teatro dell’Arte è di scena LA MADRE – ‘I figlie so’ piezze ‘i sfaccimma – uno spettacolo,  frutto della produzione CRT – Centro di Ricerca per il Teatro e Teatro Stabile di Napoli, in collaborazione con Marina Commedia Società Teatrale, che rappresenterà un’esperienza teatrale molto particolare per gli spettatori.

Il suo autore è Mimmo Borrelli, attore, poeta, cantante, drammaturgo napoletano. tra i più dotati e visionari della scena italiana, artefice di un napoletano arcaico di grande intensità evocativa, è anche interprete insieme ad una splendida e potente Milvia Marigliano, di un testo treatrale che ci presenta una Medea contemporanea collocata in un antro utero materno, e in cui saranno ammessi per piccoli gruppi anche gli spettatori.

Mimmo Borrelli, pluripremiato autore di ‘Nzularchia e ‘A sciaveca, prodotti dallo Stabile di Napoli, questa volta è anche regista di una sua opera “La Madre – ‘I figlie so’ piezze ‘i sfaccimma”, con un  singolare allestimento, che vede le scene di Luigi Ferrigno,  i costumi di Enzo Pirozzi, le luci di Cesare Accetta, con musiche originali di Placido Frisone adattate per la scena da Antonio Della Ragione. Insieme ai due protagonisti lo straordinario cast è completato da Serena Brindisi, Agostino Chiummariello, Gennaro Di Colandrea, Geremia Longobardo.

Mimmo Borrelli, il trentunenne autore-attore e regista, spiega: “Una cava, un incavo che trasuda e inghiotte i personaggi in una melmosa fanghiglia amniotica fatta di escrescenze, di vegetazione marcia, di letame ammuffito, di un’umanità in decomposizione, messa a fermentare come su di una parete di mosto deforme. Lì è sprofondata la famiglia: nella deformazione astratta di una vagina esposta ad asciugarsi, dalle nefandezze dell’umidiccia memoria che torna e viene sepolta nel sottosuolo del ricordo amaro che infetta in ogni dove, come l’immondizia sepolta nelle campagne inquinate della zona flegrea. Il palco, dunque, si fa luogo della memoria s-confinata, dove si risvegliano i fantasmi, dove attori sacerdoti sono prigionieriinterpreti di anime in pena, vittime di un passato i cui conti non tornano mai, ma che inesorabilmente ritorna”.

Renato Palazzi in merito a questo spettacolo afferma: “La ferocia dei contenuti è in questo caso sovrastata dalla lacerante intensità emotiva della messinscena, firmata per l’occasione dall’autore stesso, a riprova dell’inscindibile continuità fra l’apparato verbale e l’incalzare dell’azione”.

Info:
Teatro dell’Arte – viale Alemagna 6
orari: da martedì a giovedì ore 21.00 – venerdì ore 21,30 – sabato ore 19,30 – domenica ore 16
doppia replica : sabato 25 febbraio ore 18.00 e ore 21.00
domenica 26 febbraio ore 16.00 e ore 19.00
biglietti intero 30€ – ridotto giovani fino a 21 anni 11€ – ridotto anziani over 60 anni 15€

Sebastiano Di Mauro

23 febbraio 2012

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